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Evasione, Fisco più morbido, primo «sì» alla manovra

di Mario Sensini

ROMA — I contribuenti non dovranno più indicare nella denuncia dei redditi i riferimenti dei conti correnti bancari e, soprattutto, non correranno più il rischio di vedersi pubblicata l'Irpef dichiarata sul sito Internet del Comune. Il pacchetto antievasione perde qualche pezzo anche se, sostengono autorevoli fonti del Tesoro, l'efficacia delle norme «resta salda» e la portata complessiva della manovra bis, approvata ieri dalla Commissione Bilancio del Senato, «rimane invariata».
La pubblicazione online delle dichiarazioni nominative dei redditi sarebbe stata bloccata dalle leggi sulla privacy, e così i Comuni, secondo l'emendamento presentato dal governo, potranno diffondere solo i dati aggregati o relativi alle categorie. Viene meno, insomma, l'effetto "spiata", quello che i tecnici chiamano «controllo sociale della fedeltà fiscale», e dunque il fattore deterrente. Anche se con questo, dicono al Tesoro, l'effetto non è vanificato. I Consigli Tributari, che i sindaci dovranno istituire per ottenere il 100% delle somme recuperate all'evasione, avranno comunque a disposizione i dati individuali dei redditi dichiarati dai residenti ed incrociandoli con altri elementi potranno sollecitare gli accertamenti del fisco.
Sempre con un emendamento del governo è saltato dalla manovra l'obbligo di indicare nella dichiarazione Irpef gli estremi del conto bancario e degli altri rapporti intrattenuti con gli intermediari finanziari. Anche questa una norma che rientrava nel campo della prevenzione, che come aveva sottolineato il ministro Giulio Tremonti in questi giorni, rappresentava la vera novità della strategia di contrasto dell'evasione. La lotta all'infedeltà dei contribuenti, spiegano tuttavia a via XX settembre, si rafforza comunque nell'aspetto dei controlli. Anche perché, con una norma finora poco considerata, si assesta un duro colpo al segreto bancario. Oggi l'Agenzia delle Entrate può procedere ai controlli sui conti correnti solo caso per caso ed in presenza di una procedura di accertamento. Domani, con le nuove regole, l'accertamento non sarà più necessario e l'Agenzia potrà muoversi molto più disinvoltamente. Elaborando, sentita l'Associazione Bancaria e le associazioni degli altri intermediari per la tipologia delle informazioni da acquisire, «specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre ai controlli».
Con un altro emendamento al pacchetto fiscale il governo ha precisato che le norme che prevedono il carcere per chi evade più di tre milioni di euro non potranno essere retroattive. Come del resto, spiegano al Tesoro, non possono essere retroattive tutte le altre norme di carattere penale.
Ottenuto il via libera dalla Commissione, la manovra bis sarà domani nell'Aula del Senato, dove il governo è ormai orientato a porre la questione di fiducia. La manovra bis prevede 43 miliardi di nuove misure nel prossimo triennio, portando il totale degli interventi a 17,5 miliardi nel 2012, 43 nel 2013 e quasi 50 nel 2014. A fare la parte del leone, nella manovra agostana, sono i tagli della spesa dei ministeri e dei trasferimenti agli enti locali, ma un peso importante lo hanno anche le nuove entrate con le finestre per le pensioni della scuola, la Robin Hood Tax sulle imprese del settore dell'energia, le nuove tasse sui giochi e sul tabacco, il riordino della tassazione sulle rendite finanziarie. E, in misura minore, le nuove norme contro l'evasione, le società di comodo e le tasse sulle cooperative.

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