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Evasione, 93 miliardi di imposte non versate

Il giorno dopo il varo della legge di Bilancio il premier Matteo Renzi torna a parlare delle misure inserite nel provvedimento. Il titolare di Palazzo Chigi riassume i contenuti della manovra intervenendo sui social network, senza risparmiarsi qualche considerazione. «Bilancio 2017, per me utile discutere nel merito. C’è chi sa solo criticare, dire sempre di no a tutto. E chi invece ci prova», scrive Renzi. Poi, a seguire con una serie di messaggi su Twitter ricorda la riduzione del canone Rai a 90 euro, le risorse per le pensioni basse e per la scuola, il pacchetto competitività per le imprese. Il premier si sofferma su uno dei provvedimenti più popolari agli occhi degli elettori, la chiusura di Equitalia. «Era un simbolo di approccio vessatorio. Pagare meno, pagare tutti», specifica Renzi. Il premier replica alle critiche ribadendo: «A chi dice che sono solo promesse, ricordo che stiamo parlando di un disegno di legge che ha tutte le coperture».

In un’intervista al Tg1 specifica la linea nel caso l’Ue dovesse contestare la legge di Bilancio. «Sono curioso di capire quali rilievi saranno. L’Ue vuole forse discutere delle nostre spese sull’immigrazione? Inizino a darci una mano, visto che stanno prevalendo gli egoismi. Appena ci daranno una mano le spese si abbasseranno», puntualizza, aggiungendo che sulla manovra si aspetta «che le opposizioni diano il loro consenso almeno sulla sanità e le pensioni». Un auspicio che deve fare i conti con il seguente giudizio: «La legge di Bilancio appare tutta in deficit, con entrate totalmente aleatorie, figlie di condoni e di una voluntary disclosure che molto si avvicina al riciclaggio legalizzato», a dirlo è Renato Brunetta di Forza Italia. Tornando alla politica fiscale la strategia del governo poggia sulla rottamazione delle cartelle esattoriali (non si pagheranno più le sanzioni né gli interessi di mora). Una misura bocciata dall’ex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, che la liquida come «un condono che serve a far cassa e indebolire l’effetto deterrente dell’accertamento».

La riforma della riscossione prevede, tra l’altro, il recepimento delle raccomandazioni dell’Ocse e del Fmi. A ricordarlo è la relazione sull’evasione e sull’economia sommersa. Il documento contiene pure le stime del cosidetto tax gap relativo alle entrate tributarie e contributive, ossia la differenza tra quanto avrebbe incassato lo Stato se tutti i contribuenti avessero assolto ai loro obblighi e quanto, invece, realmente incassato dall’erario. Nel biennio 2012-2013 sono stati evasi 217 miliardi euro, per un valore medio annuo di 108,5 miliardi. Il dato riferito alle sole entrate tributarie (Irpef, Iva , Irap, Imu e così via) evase nel periodo 2010-2014 indica mancati incassi per 466 miliardi, in media 93 miliardi all’anno. L’imposta che più sfugge alle maglie del fisco è l’Iva, con una media annua di evasione pari a 39,4 miliardi.

Andrea Ducci

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