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Eurozona, fisco a doppia velocità

La crisi finanziaria della zona euro si abbatte anche sui conti del Fisco. Nel corso del primo trimestre dell’anno, le entrate tributarie nei principali paesi Ue hanno registrato un allargamento considerevole della forbice, con flussi divergenti fra Nord e Sud Europa. È lo scenario evidenziato dall’ultimo bollettino sulle Entrate tributarie internazionali messo a punto dal Dipartimento delle finanze del ministero dell’economia. In base alle rilevazioni del dicastero, la palma d’oro degli ultimi tre mesi spetta all’Irlanda dove le entrate fiscali sono cresciute a un livello record del 16,2% sull’anno precedente, arrivando a toccare quota 8,7 miliardi. «Rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, se si esclude il gettito da accise, sono cresciute tutte le grandi voci d’imposta. Tra queste, in particolare, l’imposta sui redditi è aumentata di circa 740 milioni di euro (+25,8%) anche per effetto di una riclassificazione tecnica delle voci di entrata. L’imposta sui redditi delle società nel primo trimestre 2012 ha mostrato un incremento del gettito di circa 250 milioni di euro dovuto a disallineamenti contabili e a minori rimborsi erogati. Mentre in termini di variazione di periodo, le entrate Iva hanno mostrato una forte ripresa (+5,8%), considerando che il tasso di crescita di gennaio–febbraio 2012 mostrava una variazione di segno positivo, ma di solo +1,5%», hanno spiegato dal ministero.

Sul fronte opposto Spagna (-5,9%) e Portogallo (-5,8%) hanno fatto registrare i risultati peggiori del Vecchio continente, nonostante timidi segnali di miglioramento nel mese di marzo. Segno positivo anche per la Germania (+6,1%) e la Francia (+3%) mentre il dato dell’Italia è vicino alla parità (+0,7%). Soprattutto per effetto delle misure varate dalla seconda metà del 2011. Mentre le entrate tributarie in Gran Bretagna si sono mantenute pressoché stabili (-0,2% rispetto al primo trimestre 2011). «L’andamento del gettito riflette i segnali negativi legati al peggioramento del ciclo economico nelle principali economie europee, in parte causato dalla prosecuzione della crisi sul debito sovrano e delle tensioni sul credito», hanno avvertito dal dipartimento delle finanze. «Ma è sempre più una crisi a due velocità, visto che la forbice fra i risultati migliori e quelli peggiori è salita al di sopra del 22%». Situazione più confortante sul fronte dell’imposta sul valore aggiunto. In questo caso, i tassi di variazione del gettito Iva nei primi tre mesi del 2012 hanno mostrato una variazione positiva per tutti i paesi tranne che per la Spagna (-9,1%) e il Portogallo (-3,2%); moderati tassi di crescita per l’Irlanda (+5,8%), il Regno Unito (+3,9%), la Germania (+3,3%) e la Francia (+3,1%). Mentre in Italia i tassi si sono mantenuti sostanzialmente stabili (-0,1%). «Nel primo trimestre dell’anno si sono registrate forti oscillazioni dei tassi di variazione dell’Iva, che passano dal -9,1% della Spagna al +5,8% dell’Irlanda, con una forbice di +14,9 punti percentuali», hanno spiegato gli esperti dell’economia, secondo cui è superiore a 54 punti percentuali il tasso di variazione del gettito per la Spagna, rispetto al -63,4% di gennaio, per effetto sia di differenti scadenze di versamento rispetto all’anno precedente sia del gettito di gennaio 2011 risultato particolarmente elevato (+56,4%). «La contrazione delle entrate Iva nel periodo gennaio-marzo 2012 in Spagna è stata in parte mitigata dall’effetto combinato del minor ritmo di flessione tendenziale del gettito lordo (-4,4%, in febbraio -4,7%) e della diminuzione dei rimborsi effettuati (+12,8, in febbraio+31,9%)», hanno spiegato dal ministero secondo cui risulta particolarmente accentuata la dinamica negativa relativa all’Iva delle Pmi (-9,1%) rispetto all’analogo periodo del 2011. Meno marcata, invece, la flessione dell’Iva sulle importazioni (-4,6%) e di quella versata dalle grandi imprese (-3,3%).

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