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Eurotower pronta a tutto per la liquidità

La riduzione della liquidità in eccesso e il possibile rialzo dei tassi del mercato monetario preoccupano la Banca centrale europea. Tuttavia, la Bce potrebbe anche decidere di non effettuare un’altra iniezione di liquidità a lungo termine per le banche (Ltro) se i normali strumenti di rifinanziamento basteranno. Altrimenti, agirà. Lo ha detto ieri in un’intervista all’agenzia Bloomberg il membro del consiglio esecutivo dell’Eurotower con la responsabilità dei mercati, Benoit Coeuré.
La situazione del mercato monetario, dove recentemente i rendimenti sono apparsi in tensione, è all’attenzione anche del bollettino mensile della banca, dove si ripete l’affermazione del presidente Mario Draghi, secondo cui la Bce è pronta a «considerare tutti gli strumenti disponibili». Di qui in avanti, osserva uno studio pubblicato nel bollettino, sarà più difficile prevedere l’andamento futuro del mercato monetario: la liquidità in eccesso può essere troppo bassa per ancorare l’overnight al tasso sui depositi (oggi a zero), ma non abbastanza bassa da avvicinare i rendimenti al tasso principale di rinfinanziamento (allo 0,25%).
Di fatto, quello che al momento previene un’ascesa ulteriore dei tassi è l’aspettativa di mercato che la Bce sia pronta ad agire in caso di necessità e che dovrà farlo nei prossimi mesi. Coeuré ha sostenuto che questo non avverrà necessariamente attraverso un’altra Ltro, ma che potrebbe avvenire attraverso le normali operazioni di rifinanziamento o a quelle a tre mesi, dato che le banche hanno comunque accesso, almeno fino al luglio 2015, a liquidità illimitata a tasso fisso. I mercati non riconoscono a sufficienza, ha detto il consigliere francese della Bce, il potere del regime di fornitura di liquidità illimitata a tasso fisso. «C’è molta flessibilità per far fronte a uno shock di liquidità», afferma Coeuré.
La Bce sembra comunque impegnata in un’offensiva verbale per rassicurare i mercati, dove si sentono tra l’altro gli effetti della rimozione graduale (tapering) dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve. Dopo le parole di Draghi della settimana scorsa in conferenza stampa, c’è la consueta reiterazione nel bollettino, e ora l’intervista di Coeuré, in cui si dice anche che i tassi d’interesse ufficiali potrebbero essere tagliati ancora, e un intervento del governatore della Banca di Francia, Christan Noyer, il quale dice di «non avere dubbi» che la Bce sia pronta a intervenire in caso di necessità.
Anche il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, uno dei “falchi” del consiglio della Bce, ha dichiarato ieri in un intervento a Berlino che non c’è ragione per «paure irrazionali dell’inflazione», ma ha anche sottolineato, come Draghi, che l’Eurozona non corre il rischio di scivolare nella deflazione. Mercoledì sera, in un discorso a Washington, il direttore del Fondo monetario, Christine Lagarde, aveva sollevato l’allarme sul crescente pericolo di deflazione. Weidmann ha appoggiato inoltre la politica accomodante della Bce.
Intanto il Parlamento europeo ha approvato la nomina di Sabine Lautenschlaeger, già vicepresidente della Bundesbank, per il consiglio della Bce in sostituzione di Joerg Asmussen, che è entrato nel nuovo Governo tedesco. Secondo indiscrezioni, il posto di Asmussen come negoziatore in Europa per la Bce a fianco di Draghi potrebbe andare proprio a Coeuré, mentre la signora Lautenschlaeger si occuperebbe di vigilanza.

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