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Europa fase due

Dopo più di un mese di limitazioni alla libertà di movimento dei cittadini, l’Europa prova a costruire la sua nuova normalità: leader e governi studiano i piani di uscita dalla crisi, ma la geografia del contagio non segue ovunque le stesse traiettorie e i tempi e i modi della fase due, di coesistenza con il virus, sono diversi.
Francia
Ieri il premier Eduard Philippe ha ribadito che il Paese non è ancora uscito dalla crisi sanitaria, ma il presidente Emmanuel Macron ha fissato comunque una data per la fase 2: l’11 maggio. Da quel giorno le scuole riapriranno progressivamente, a partire dagli asili, mentre ristoranti, caffè, hotel, cinema, teatri, resteranno chiusi. In Francia il contagio si è diffuso più a nord che nel resto del Paese, e si discute dell’opportunità di scaglionare le riaperture. A Parigi, che ha una densità abitativa molto alta — 20 mila persone per chilometro quadrato, in alcune aree arriva a 40 mila — il Comune si sta attrezzando per distribuire alle farmacie 500 mila mascherine riutilizzabili, che dovranno essere distribuite dando la precedenza agli anziani e alle persone vulnerabili. Entro metà maggio la cifra dovrebbe arrivare a 2 milioni, saranno obbligatorie su tutti i mezzi pubblici. Il sindaco Anne Hidalgo ha detto anche che la città sta studiando un piano per testare tutte le persone più esposte al contagio, e per allentare la pressione sulla metropolitana convertendo una parte delle strade in piste ciclabili in parallelo alle fermate. Il Comune metterà a disposizione camere di albergo per due settimane alle persone contagiate che non hanno un posto dove isolarsi senza infettare i familiari.
Germania
In Germania, dove le restrizioni sono meno rigide che in altri Paesi — i tedeschi possono uscire per fare sport, portare i bambini all’aria aperta — oggi riapriranno i negozi fino a 800 metri quadri, una limitazione che non riguarda librerie, concessionarie di automobili e negozi di biciclette. Il governo federale si è coordinato con i Land per impostare le linee guida, ma le riaperture non saranno uguali nelle 16 Stato-regioni. A Berlino e nei land del Brandeburgo e in Sassonia tornano a scuola gli studenti che devono sostenere l’esame di maturità e anche le università potranno tenere gli esami. Il resto delle scuole potrebbe riaprire il 4 maggio a scaglioni, prima le materne e le elementari, ma non c’è ancora nulla di deciso. Il 4 maggio riapriranno i parrucchieri, ma restano chiusi bar e ristoranti — tranne quelli che possono fare consegne a domicilio — e tutti gli eventi pubblici sono vietati almeno fino al 31 agosto. Per tutti vale l’obbligo di tenere la distanza di un metro e mezzo, le mascherine non sono obbligatorie ma raccomandate tranne che in Sassonia, dove tutti dovranno indossarle sui mezzi pubblici e nei negozi.
Spagna

Da una settimana hanno riaperto i cantieri e l’industria manifatturiera. Sabato il premier Sánchez si è dato altri due obiettivi: chiederà la proroga dello stato di emergenza fino al 9 maggio, e dal 27 aprile darà la possibilità ai bambini di uscire di casa per un tempo limitato durante la giornata. I dettagli non sono ancora chiari, la proposta iniziale riguardava i bambini fino ai 12 anni. Il governo sta studiando anche una serie di parametri che dovranno essere rispettati per le riaperture: l’idea è di procedere in maniera graduale e differenziata, non necessariamente in base alle autonomie regionali ma in funzione del livello di contagio. Questo significa che l’area di Madrid e la Catalogna, più colpite dal virus, potrebbero riaprire più tardi rispetto al resto del Paese.
Danimarca e Finlandia
Nel Nord Europa la fase due è iniziata. La Danimarca ha riaperto le scuole il 15 aprile per gli studenti fino a 12 anni, un modo per permettere ai genitori di tornare a lavoro o lavorare da casa, gli altri devono continuare a studiare da remoto. Gli assembramenti con più di 10 persone restano vietati e i negozi dove non si possono tenere distanze sufficienti tra commercianti e clienti sono chiusi. In Finlandia il governo ha tolto il blocco alla regione di Uusimaa, di cui fa parte la capitale Helsinki, ripristinando i trasporti. Nell’area vivono 1,7 milioni di persone. Restano chiusi le scuole e i negozi.

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