Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Eurolandia accelera: +0,4%

Un Pil più veloce, sostenuto dalle esportazioni. Eurostat ha annunciato ieri che il prodotto interno di Eurolandia del secondo trimestre è salito dello 0,4% trimestrale (un +0,36%) e non dello 0,3% annunciato, come dato flash, provvisorio, il 14 agosto. Nel primo trimestre l’Unione monetaria era cresciuta un po’ più rapidamente, dello 0,5 per cento.
Le correzioni hanno interessato anche tutti i trimestri precedenti ed Eurolandia ne emerge come «più forte rispetto al passato», spiega Marco Valli di Unicredit. Rispetto al secondo trimestre 2014, prosegue il capoeconomista, la crescita è ora dell’1,5% e non dell’1,2% che Unicredit aveva stimato ad agosto.
Se Eurolandia è più brillante di quanto si pensasse, non si può dire altrettanto delle sue prospettive. Il board della Bce, nella riunione di settembre, ha spiegato che si aspetta una ripresa dal ritmo più debole di quanto si pensasse. E le proiezioni del suo staff indicano soprattutto un indebolimento nelle attese sulle esportazioni.
A primavera le vendite all’estero sono state però il principale motore della crescita: hanno contribuito per 0,7 punti percentuali. Un sostegno meno intenso anche rispetto ai tre trimestri precedenti è venuto dai consumi (0,2 punti percentuali, contro 0,3), che sono leggermente rallentate, così come hanno frenato le importazioni. Soprattutto, sono scivolati gli investimenti, in calo dello 0,5% dopo l’incremento dell’1,4% del primo trimestre, il +0,6% dell’autunno scorso e lo 0,3% dell’estate 2014; e questo non è un segnale del tutto rassicurante.
La domanda domestica è rimasta quindi relativamente debole, mentre che il maggior sforzo della crescita è finora venuto da una domanda estera (compresa anche quella parte della Ue che non aderisce all’euro) le cui prospettive non sono rosee. Le esportazioni del secondo trimestre dell’anno hanno inoltre potuto beneficiare di una lunga flessione dell’euro che, nel suo cambio effettivo – calcolato quindi verso le valute di tutti i 19 maggiori partner europei – era ininterrottamente in calo da almeno un anno con un deprezzamento che ad aprile aveva toccato il 14%. Ora quel cambio si è fermato e sembra – turbolenze valutarie a parte – aver leggermente invertito la rotta: ad agosto aveva recuperato mediamente il 3,7%, con un’accelerazione negli ultimi giorni che prosegue ancora.
Le difficoltà degli emergenti potrebbero in prospettiva ridurre ulteriormente la domanda estera. Se l’Eurolandia di oggi appare allora indubbiamente più forte di quanto si pensasse, le sue prospettive potrebbero essere ingrigite dall’incertezza. Ci aspettiamo – spiega quindi Apolline Menut di Barclays – che i consumi privati continuino a crescere all’incirca al ritmo attuale, sostenuto dai bassi prezzi del petrolio (e quindi dalla bassa inflazione) e da condizioni del mercato del lavoro in lento miglioramento».
Potrebbero continuare a deludere gli investimenti: «Restano una fonte di incertezza – continua Menut – e prevediamo solo un modesto rimbalzo: a sostenere le nostre attese vediamo solo una moderata crescita negli investimenti produttivi, dal momento che il sostegno delle positive condizioni finanziarie compensano basse prospettive di crescita e l’elevata incertezza, mentre gli investimenti in costruzioni dovrebbero recuperare solo lentamente».
La domanda estera dipenderà molto dalla Cina: il suo rallentamento, conclude Menut «soprattutto se si manifesta in minori importazioni, dovrebbe verosimilmente pesare sulle esportazioni di Eurolandia».
Le stime di Eurostat gettano una luce anche sul valore aggiunto dei singoli settori: risultano in calo solo le costruzioni, ma tutti gli altri comparti rallentano, con la sola eccezione dell’amministrazione pubblica in generale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa