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Eurogruppo, avanti con gli aiuti. «Ma con la ripresa giù il debito»

Continuare il supporto all’economia e rendere il debito sostenibile. Il messaggio arriva dall’Eurogruppo: «Il modo migliore per garantire la sostenibilità del debito pubblico è sostenere la ripresa e quindi ridurre il rischio di “cicatrici” e divergenze economiche», ha detto il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni al termine della video riunione tra i 19 ministri finanziari dei Paesi che hanno adottato la moneta unica. Ha anche aggiunto che «essere prudenti nelle circostanze attuali significa mantenere il sostegno fiscale. Non ripeteremo l’errore dell’ultima crisi». Sul sostegno fiscale che deve durare non solo quest’anno ma anche il prossimo c’è un «forte consenso», ha sottolineato il presidente dell’Eurogruppo Pascal Donohoe: «Siamo uniti nel nostro sforzo di proteggere posti di lavoro, imprese e cittadini».

Per l’Italia la sfida non sarà semplice. A gennaio il debito pubblico è aumentato di altri 33,9 miliardi rispetto a fine 2020, arrivando a 2.603,1 miliardi. Ma l’emergenza causata dalla pandemia non è ancora finita e il nuovo lockdown accentuerà la crisi. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha fatto «una presentazione approfondita e molto degna di nota» del programma di lavoro del governo italiano, ha riferito Donohoe, aggiungendo che «sarà un membro importante e influente dell’Eurogruppo». Il pericolo di un brusco aumento della disoccupazione nell’area euro «non è ancora passato — ha osservato Gentiloni —. Per questo il ritiro delle misure di sostegno e la transizione verso misure più mirate deve avvenire gradualmente ed essere calibrato con molta attenzione». Quello che Commissione e Stati membri vogliono evitare è «il rischio di un aumento dei fallimenti aziendali e di danni economici e sociali più duraturi». Ma i governi devono già pensare anche al dopo. La decisione sulla riattivazione del Patto di Stabilità sarà presa dalla Commissione dopo le previsioni macroeconomiche di primavera — l’orientamento è di mantenere la sospensione anche nel 2022 — e le raccomandazioni specifiche per Paese conterranno non solo osservazioni qualitative, come lo scorso anno, ma anche quantitative. Invece la discussione sulla revisione delle regole comincerà nella seconda metà dell’anno e per Gentiloni «costruire il consenso sarà la vera sfida». Nella dichiarazione dell’Eurogruppo viene detto che «una volta che la ripresa sarà saldamente avviata, gli Stati della zona euro dovrebbero far fronte all’aumento dei livelli del debito pubblico attuando a medio termine strategie di bilancio sostenibili», attraverso il «miglioramento della qualità delle finanze pubbliche» e puntando sull’aumento degli investimenti e sul sostegno alle transizioni verdi e digitali, inoltre «dovrebbero concentrarsi sulle riforme che promuoveranno gli investimenti privati e aumenteranno la capacità produttiva». In questo senso, sarà fondamentale il ruolo di Next Generation Eu e del suo strumento principale, la Recovery and Resilience Facility che chiede agli Stati membri di presentare piani nazionali di ripresa. Gentiloni ha spiegato che «la Commissione incoraggia l’uso dei prestiti» previsto dal Recovery Plan: «Capiamo la prudenza — ha aggiunto — perché sono legati a obiettivi e tappe, e perché aumentano il debito, ma sono uno strumento che può essere molto utile». Finora solo Italia, Grecia, Slovenia e Ungheria hanno mostrato interesse ad usarli.

Intanto banche e aziende hanno lanciato un appello congiunto alle istituzioni italiane ed europee per «continuare a garantire la necessaria liquidità alle imprese e ottimizzare l’attuale disciplina del Temporary Framework sugli aiuti di Stato».

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