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Eurogruppo all’Italia “Debito fuori regola avete alzato il deficit”

ROMA.
Toni duri nei confronti dell’Italia ieri all’Eurogruppo: rischia su deficit e «regola del debito ». La nota finale della riunione, che si era aperta con il reciproco riconoscimento di un «clima nuovo» da parte di Moscovici e Padoan, riporta invece in primo piano il «caso» dei conti pubblici del nostro Paese. Il comunicato, dedicato per buona parte all’Italia, parla di «rischio di deviazione significativa» dagli obiettivi di aggiustamento di bilancio. Nel mirino dell’Eurogruppo ci sono le misure prese dopo l’ultima valutazione di Bruxelles, avvenuta nel novembre scorso, che «hanno aumentato il deficit dell’Italia». Il riferimento è all’aumento del deficit dal 2,2 preventivato al 2,4 per cento con l’approvazione dell’emendamento- sicurezza del governo nel corso dell’esame parlamentare della legge di stabilità. «I Paesi a rischio prendano tempestivamente misure addizionali », recita la nota e tra di loro ci sono Italia, Austria, Lituania, Belgio e Slovenia. Roma tuttavia, seppure con misure assunte all’interno delle pieghe di bilancio, è pronta a far fronte: «Ci sono margini di aggiustamento da sfruttare», ha detto ieri il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. L’Eurogruppo accoglie l’impegno «con favore».
I ministri economici, dove prevalgono le presenze dei falchi, mettono in rilievo anche un’altra circostanza: il rischio della «deviazione significativa» resterebbe anche se «fosse concesso il massimo della flessibilità addizionale potenziale». Il punto è molto delicato perché il massimo della flessibilità sul deficit è pari allo 0,75 per cento del Pil e consentirebbe di salire dall’1,4 preventivato per il 2016 nel Def dello scorso anno nei pressi del 2,2 approvato dall’Europa a novembre. Secondo questa interpretazione restrittiva, che tuttavia è oggetto di trattative tra Padoan e la Commissione, la distanza con le stime di Bruxelles, che oggi ci collocano al 2,5 per cento, sarebbe dello 0,3 per cento di Pil, circa 5 miliardi.
La partita principale si giocherà tuttavia sul tavolo della Commissione e ieri il commissario agli Affari monetari Moscovici, che alla fine dell’Eurogruppo ha ricordato che l’Italia deve rispettare le regole «come gli altri», alla vigilia dell’incontro si era espresso con fiducia: «C’è un clima nuovo e confido in una intesa con l’Italia», aveva detto. I colloqui con l’Italia, ha comunque assicurato Moscovici, continuano. «Attediamo il via libera alla flessibilità», ha detto Padoan aggiungendo che l’eventuale lettera di Bruxelles, prevista per oggi, è una «procedura standard non preoccupante».
L’altra questione cruciale riguarda il debito pubblico. La nota dell’Eurogruppo riconosce che quello italiano si è «stabilizzato nel 2015 ed è previsto iniziare un calo nel 2016», osservazione che il Tesoro italiano giudica «importante». Tuttavia la nota prosegue sottolineando la «preoccupazione» per l’alto livello e prospettando il mancato rispetto della «regola del debito» introdotta dal «Fiscal compact» (riduzione di un ventesimo l’anno di quanto eccede il 60 per cento del Pil). La procedura tuttavia, qualora fosse avviata e proposta dalla Commissione al Consiglio europeo, dovrebbe essere approvata a maggioranza qualificata secondo la clausola introdotta, proprio su suggerimento dell’Italia, nel Fiscal Compact.
Senza contare che a pesare sull’Italia c’è anche la congiuntura: proprio ieri l’agenzia di rating Fitch ha ridotto la proiezione del Pil 2016 portandola all’1 per cento (dall’1,3 precedente) contro l’1,6 stimato dal governo.

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