Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Su Eurobond e Mes c’è un compromesso. Ma lo scontro prosegue

BRUXELLES — L’Europa esce dal vicolo cieco, ma solo per qualche giorno. Dopo settimane di stallo e la drammatica riunione terminata all’alba di mercoledì con un nulla di fatto, ieri l’Eurogruppo è riuscito a trovare un accordo sulle misure per reagire alla recessione scatenata dalla pandemia. Un testo però ambiguo, che non scioglie del tutto i nodi, anche se il ministro italiano Gualtieri lo definisce «un ottimo risultato ». Toccherà ai capi di Stato e di governo confrontarsi (e scontrarsi) sui temi ancora aperti al vertice europeo della prossima settimana. Il compromesso raggiunto in serata dai ministri delle Finanze prevede che l’accesso al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) sarà slegato da qualsiasi imposizione di austerità, ma i suoi fondi potranno essere usati solo per spese sanitarie dirette e indirette. I nordici accettano la nascita un Fondo per la ripresa che potrà emettere titoli sul mercato per finanziare il rilancio economico, ma tempi, caratteristiche e capacità del Recovery Fund restano nel limbo.
Angela Merkel apre le danze affermando: «Siamo contrari agli Eurobond, ma ci sono molte altre soluzioni ». Dall’Olanda arriva la notizia che il Parlamento ha approvato due risoluzioni contro un Mes senza austerity e contro gli eurobond. Un vincolo che il ministro cristiano-democratico Wopke Hoekstra è ben felice di sbandierare nei colloqui con i partner Ue. L’Eurogruppo che doveva aprirsi alle cinque del pomeriggio slitta di ora in ora, fino alle nove e mezza di sera. La giornata vola in colloqui telefonici tra ministri. Il francese Bruno Le Maire e il tedesco Olaf Scholz, capofila delle fazioni contrapposte, spingono per un compromesso. Roberto Gualtieri negozia, si scontra ancora con Hoekstra appoggiato dalla spagnola Nadia Calvino.
Alla fine arriva l’accordo e i ministri possono collegarsi in videoconferenza: in meno di un’ora battezzano l’intesa che fa contenti tutti. L’articolo 16 del testo che viene passato ai leader prevede che il Mes potrà essere usato senza vincoli a future dosi di austerità, come chiedono i Paesi del sud Europa. Ma i suoi soldi potranno essere usati solo per le spese sanitarie, escamotage offerto dagli olandesi per rinunciare alla condizionalità in stile Grecia. Con una grande ambiguità che consente il compromesso: spese sanitarie «dirette e indirette». In questo modo potrebbero rientrare altre voci per sostenere l’economia. Gli italiani accettano, continuano a rimarcare che Roma non chiederà di accedere al Mes, ma considerano che questo accordo sia in grado di creare un meccanismo credibile, capace di tenere a bada lo spread anche senza ricorrervi.
Intanto si lavora anche agli eurobond. I tedeschi accettano che nasca il Recovery Fund proposto dai francesi per emetterli. Ma insistono: deve essere creato dalla Commissione attraverso il suo bilancio. Una tattica dilatoria, visto che così ci vorrebbero mesi. Troppi per l’Italia, che vuole capitali freschi da spendere molto più in fretta per non saltare sotto i colpi della crisi. Così si arriva a un compromesso che lascia tutto aperto ai leader, ma intanto segna un punto politico a favore dei mediterranei visto che fino a pochi giorni fa i nordici non accettavano nemmeno di parlare di bond. «Siamo tutti d’accordo a lavorare al Fondo per la ripresa». E ancora il passaggio chiave: «I leader discuteranno gli aspetti pratici e legali del Fondo, inclusa la sua relazione con il bilancio Ue e le sue fonti di finanziamento, anche con strumenti innovativi». Una frase che nell’ultima parte non esclude il lancio dei Recovery Bond, come chiedono Macron e Conte. E nemmeno che sia creato con tempi lunghi legati al bilancio Ue, come vuole Merkel. Così al termine dell’Eurogruppo tutti cantano vittoria. Ma la battaglia prosegue.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la gara per la conquista di Cedacri, società specializzata nel software per le banch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato ieri un collocamento rapido di azioni, pari al 2,1% del capi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il giorno dopo il lancio dell’Opa da parte di Crédit Agricole Italia, il Creval valuta le possibi...

Oggi sulla stampa