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“Eurobond da 8 miliardi per la Torino-Lione”

Un bond europeo fino a 8 miliardi di euro per finanziare la Torino- Lione. L’idea è dei funzionari della Bei che nei giorni scorsi ne hanno discusso con i tecnici di Italia, Francia e con i rappresentanti di Bruxelles. Il bond, se verrà interamente sottoscritto, coprirebbe l’intero costo dell’opera che è di 8,3 miliardi consentendo così di anticipare la cassa. Secondo gli accordi internazionali l’Italia dovrebbe spendere 2,8 miliardi, la Francia 2,2 mentre i rimanenti 3,3 miliardi sarebbero a carico dell’Europa. La Bei interverrebbe a garanzia del bond sottoscrivendone anche una parte e consentendo l’emissione grazie al rating di qualità di cui gode la Banca europea degli investimenti.

Della questione parleranno domani a Bruxelles i ministri dei trasporti europei. L’ipotesi del finanziamento al 40 per cento della Torino-Lione, considerata opera prioritaria dall’Ue, dovrebbe diventare realtà con la prossima decisione sulla destinazione delle risorse sul bilancio europeo 2014-2019. L’ipotesi dell’eurobond potrebbe consentire di diluire nel tempo il carico finanziario dell’opera. Ieri mattina il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, ha visitato il cantiere di Chiomonte dove si scava la galleria di servizio sul versante italiano del tunnel: «Siamo in anticipo di sei mesi sul cronoprogramma», hadetto Lupi. Aggiungendo che a questi ritmi la galleria di servizio «sarà pronta entro la fine del 2015. Lavoriamo perché dall’inizio del 2016 si possa aprire sul versante italiano il cantiere del tunnel di base». Il cantiere sul versantefrancese dovrebbe partire infatti entro il 2015.
Alla visita del ministro ha partecipato, tra il altri, il senatore grillino Marco Scibona. Il ministro ha riconosciuto «a chi si è opposto in questi anni all’opera il merito di aver stimolato il miglioramento del progetto. Parlo degli oppositori pacifici – ha precisato il ministro non dei criminali e dei terroristi». Sui rischi di infiltrazione e di «salti di qualità dei movimenti anarco insurrezionalisti », si sofferma la relazione dei Servizi segreti resa nota ieri. Nel capitolo dedicato alla Val di Susa gli 007 osservano però che proprio gli attentati e gli atti violenti più recenti hanno «aumentato la distanza» tra «le frange più oltranziste del movimento» e «la componente popolare che intende condurre una resistenza pacifica anche se al suo interno si sono registrati episodi di acquiescenza ad episodi di sabotaggio».
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