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Euro Troika in pensione, ma i controlli non finiscono mai Anche il Fondo deve cambiare mestiere

Rishi Goyal, Klaus Masuch e Declan Costello potrebbero presto trovarsi senza lavoro. O meglio, senza il lavoro che li ha resi celebri alle cronache, anche se non con i loro nomi anagrafici. I tre sono infatti i responsabili della Troika in Grecia, gli emissari rispettivamente del Fondo monetario internazionale (Fmi), della Banca centrale europea (Bce) e della Commissione Ue. Da una parte il nuovo governo di Alexis Tsipras, dall’altra l’opinione della Corte di giustizia europea sugli acquisti di bond governativi da parte della Bce. In mezzo, l’esistenza stessa della Troika.
La storia
Nata sotto forma di consesso informale fra Fmi, Bce e Commissione europea per il monitoraggio periodico dei programmi di salvataggio dei Paesi dell’area euro, la Troika è presto diventata il simbolo dell’austerity. Ovunque andasse, che si parlasse di Grecia o di Lisbona, gli uomini della Troika erano odiati. Colpa degli aggiustamenti strutturali e del consolidamento fiscale richiesto ai governi che sottoscrivevano il memorandum of understanding per l’erogazione dei finanziamenti.
«La Troika ha funzionato, è un esempio virtuoso di gestione della crisi nella zona euro», ha detto giovedì scorso il portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, Steffen Seibert. Eppure, qualcosa sta cambiando.
L’esperienza dei tre emissari dell’aiuto potrebbe terminare. Un po’ per colpa del cambio di marcia (se non altro narrativa) che sta cercando di imporre il governo greco guidato da Tsipras e che potrebbe portare a un mutamento in corsa. La seconda novità che cambia il panorama della Troika è la recente opinione della Corte di giustizia europea sulle Outright monetary transaction (Omt) della Bce, cioè il programma di acquisto di bond governativi dietro condizionalità. Come ha detto la Corte, per quanto riguarda la Bce «è essenziale che non vi sia alcuna partecipazione diretta nel monitoraggio dei programmi di assistenza finanziaria fornita ai Paesi». O la Bce mantiene in vita le Omt oppure la Troika si scioglie.
Biografie
Goyal, Masuch e Costello sono i tre personaggi più importanti della Troika. Goyal è considerato come uno degli enfant prodige del Fmi, sia per l’età (è uscito dall’università di Stanford nel 2002) sia per le capacità. Entrato fresco di studi nel Fondo si è sempre dimostrato brillante nelle analisi macroeconomiche e tenace nelle negoziazioni. Più esperto è Masuch che, dopo un dottorato in economia all’Università di Würzburg e dopo un primo lavoro alla Bundesbank, è entrato alla Bce nel 1998 per curare la strategia di politica monetaria, fino a diventare nel 2007 il capo della Divisione Paesi Ue. Da quando è nata la Troika, Masuch ne fa parte e cura gli interessi della Bce. Chi lo conosce bene lo descrive come inflessibile e risoluto. Stessa descrizione per Costello, già a capo della missione in Irlanda. Nato nel 1967 a Galway, considerata la capitale del gaeltacht, la lingua gaelica irlandese, è entrato in Commissione Ue nel 1991 e si è quasi sempre occupato di questioni fiscali. Tuttavia, dal maggio scorso, è stato spostato nel Direttorato F, che si occupa delle economie di Austria, Cipro, Croazia, Germania, Grecia, Olanda, Repubblica ceca, Slovacchia e Spagna, per monitorare il raggiungimento degli obiettivi fissato dal Patto di stabilità e crescita. E oltre a essere un controllore dei conti pubblici, è anche il sorvegliante di Atene.
Prima di Goyal, Masuch e Costello c’erano però altre due figure fondamentali per l’operato della Troika nell’eurozona. Si tratta di Poul Thomsen, del Fmi, e di Matthias Mors, della Commissione Ue. Thomsen è il capo del Dipartimento europeo dell’istituzione di Washington, mentre Mors fa parte della DG Ecfin di Palazzo Berlaymont.
Entrambi hanno gettato la spugna fra agosto e novembre scorsi, ma hanno avuto un ruolo fondamentale nell’adozione dei piani di salvataggio di Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro. Thomsen e Mors, in privato, ricordano spesso quanto fu pesante psicologicamente lavorare in contesti in cui erano odiati dalla popolazione. Come a Cipro o Atene, per esempio, dove la Troika è stata oggetto di pesanti minacce, anche fisiche.
L’impressione comune, fra Bruxelles e Fraconforte, è che il percorso della Troika, come organismo informale, sia arrivato al capolinea. Ma questo non significa che verrà meno il monitoraggio sugli Stati sotto programma. La Troika, semplicemente, prenderà una nuova forma. Quale, lo decideranno sempre Fmi, Bce e Commissione europea.
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