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Euro più debole scivola verso 1,30 le Borse scommettono sull’intervento Bce

Quota 1,3111. E’ il nuovo minimo sfiorato dall’Euro sul dollaro, il livello più basso dal settembre 2013. Ma secondo molti analisti non è ancora abbastanza per aiutare l’export e arginare la deflazione. La loro speranza è che la Bce, nell’attesissima riunione di giovedì, faccia un altro passo per stimolare l’economia, azionando qualcuna delle leve tante volte ventilate. Alla vigilia del vertice, sui mercati, si accavallano le illazioni sulle possibili mosse del presidente Mario Draghi. C’è chi scommette su un ribasso dei tassi; chi invoca il cosiddetto quantitative easing , il massiccio piano d’acquisto di titoli pubblici e privati sulla falsariga di quanto già fatto in precedenza dalla Fed americana, dalla Banca d’Inghilterra e del Giappone; chi nulla s’attende prima dell’Asset quality review delle banche. L’incertezza si riflette sulle Borse Ue che frenano i rialzi per poi oscillare intorno alla parità o guadagnare qualcosa come nel caso di Milano (+0,49%) o Francoforte (+0,30). Al dunque, prevale la cautela nell’attesa dell’appuntamento di giovedi. Su un punto però le analisi convergono: la situazione economica di Eurolandia è fragile, il rischio deflazione incombe su un’area già molto provata dalla crisi, con l’Italia in recessione, la Francia in stagnazione e la Germania quasi ferma. Il settore manufatturiero è al palo praticamente ovunque nel vecchio continente, ma non negli Usa, dove l’indice Pmi, così si chiama, è schizzato ai massimi da aprile 2010. Scendono di nuovo anche i prezzi alla produzione europei con un calo a luglio dello 0,1%. Persino in Spagna, dove pure la ripresa s’avverte, torna a salire la disoccupazione: 4,43 milioni di senza lavoro ad agosto, 8 mila in più rispetto al mese precedente. Tutti elementi che preoccupano Draghi e il board Bce.

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