Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Euro mai così debole dal 2003 Draghi avvia l’acquisto di bond “Ma non basta per la ripresa”

Il bazooka di Mario Draghi e i nuovi segni di debolezza dell’economia del vecchio continente spingono l’euro ai minimi degli ultimi undici anni. La moneta unica veniva scambiata nella serata di ieri – alla vigilia del quantitative easing (Qe) da 1.100 miliardi della Bce – a quota 1,1069, il livello più basso dal 2003. I dettagli della maxi iniezione di liquidità della banca centrale saranno messi a punto tra oggi e domani al Consiglio di Eurotower che si riunirà a Cipro, dove sono previste manifestazioni di protesta contro il costosissimo (per i risparmiatori) salvataggio del sistema bancario di Nicosia di due anni fa. E lo stesso Draghi avverte: «Il Qe da solo non basterà per la crescita dell’Eurozona. Ognuno faccia la sua parte».
I vertici della banca centrale dovranno definire quali titoli obbligazionari sarà possibile acquistare e il sistema con cui spalmare perdite e profitti tra i singoli istituti nazionali. L’impegno è quello di rastrellare 60 miliardi di bond al mese per stimolare l’economia e i consumi e pilotare l’inflazione verso quota 2%, l’obiettivo fissato nel mandato dell’istituto. A mettere sotto pressione l’euro sono stati anche i nuovi segnali di divaricazione tra Usa (dove le imprese hanno creato nuovi posti di lavoro, 200mila questa volta, per il 13esimo mese consecutivo) ed Europa dove l’indice dei servizi ha confermato una ripresa ancora debole e a macchia di leopardo.
Il secondo delicatissimo tema di cui si discuterà a Cipro è la Grecia, su cui l’allarme rosso è tutt’altro che cessato. Angela Merkel è scesa in campo ieri per ribadire che le voci di un terzo piano di salvataggio («serviranno altri 30-50 miliardi», ha insistito il ministro delle finanze spagnolo Luis De Guindos) sono al momento fuori luogo: «L’Europa è impegnata al 100% nella realizzazione del secondo programma di aiuti». Parole ribadite dal presidente della Commissione Jean Claude Juncker. «Gli esecutivi ellenici hanno già fatto molto e sarebbe un peccato buttare alle ortiche i progressi fatti fino ad oggi», ha ribadito il numero uno del Fondo Monetario Christine Lagarde. La Bce oggi è l’unica fonte di finanziamento di Atene che non può più emettere bond (salvo rinnovare quelli in scadenza come ha fatto ieri con un rialzo al 2,79% dei tassi per i semestrali) ed è tenuta in vita dalle linee di credito d’emergenza di Francoforte per le banche elleniche.
Eurotower valuterà nei prossimi due giorni se allargare un po’ le maglie della liquidità per la Grecia. Il vero banco di prova per il governo Tsipras è però l’Eurogruppo di lunedì quando presenterà all’Eurogruppo il primo pacchetto di riforme cui affida le speranza di sbloccare almeno una parte dei 7,2 miliardi dell’ultima tranche di aiuti dell’ex Troika.
Il piano, come nello stile di Yanis Varoufakis, è il tradizionale capolavoro di «ambiguità costruttiva». In un unico pacchetto stile “prendere o lasciare”, sono incluse le misure umanitarie promesse ai greci – luce e buoni pasto gratis alle famiglie più povere e aiuti per gli affitti («costano solo 200 milioni») – e le riforme strutturali che piacciono a Bruxelles: una prima bozza della ristrutturazione dell’Agenzia dell’Entrate e della strategia fiscale del governo contro gli evasori assieme al piano di recupero delle tasse arretrate. Un modo per ottenere il via libera sia dai creditori che dalla minoranza di Syriza. La speranza è che l’ex Troika, di fronte alla dimostrazione di buona volontà del governo, possa sbloccare almeno un pezzo dell’ultima tranche di sostegno dando un po’ d’ossigeno ad Atene.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa