Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Euro in contanti trasportati dai cargo Ue l’ultimo aiuto ad Atene se farà default

Tutti si augurano il meglio. Ma tutti, per non farsi cogliere di sorpresa, si preparano al peggio. L’effetto Fortress, l’azienda destinata forse a stampare le nuove dracme in caso di uscita della Grecia dall’euro, dice tutto: i titoli della società canadese hanno guadagnato da inizio maggio il 100%, segno che il barometro dei mercati fiuta tempesta. E così da settimane anche la Bce, la Ue e il Fondo Monetario hanno iniziato in gran segreto a preparare il piano B: il salvagente per proteggere l’Europa in caso di default di Atene e le misure necessarie per evitare che il crac si trasformi sotto il Partenone in una tragedia sociale ed economica che lascerebbe uno stigma eterno sul progetto dell’Unione.
I CONTROLLI DEI CAPITALI
Il primo passo della Grexit, dicono tutti, arriverà come un fulmine a ciel sereno durante un week- end, magari nemmeno troppo lontano. Quando davanti alla fuga di capitali dalle banche – negli ultimi tre giorni sarebbero spariti dai conti correnti altri 1,7 miliardi – e all’impasse dei negoziati, le autorità potrebbero decidere di imporre i controlli sui capitali. Cosa significa? Basta vedere quello che è successo a Cipro nel pieno della crisi un paio di anni fa: durante il fine settimana il governo ha annunciato che le banche non avrebbero riaperto il lunedì. E contemporaneamente ha messo un tetto di 300 euro al giorno ai prelievi, ha imposto un limite di 5mila euro ai fondi che si potevano portare all’estero e ha obbligato le società a giustificare tutte le transazioni superiori ai 200mila euro. Le banche di Nicosia sono rimaste chiuse un paio di settimane in attesa di un accordo tra la Troika e l’esecutivo. E i controlli di capitali stanno in piedi ancora oggi.
L’INTERVENTO SUL CAMPO
L’uscita della Grecia dall’euro è un passaggio pratico molto difficile da gestire anche sul campo. Atene, per fortuna dice qualcuno, ha tenuto i cliché e le vecchie rotative per stampare le dracme. La Fortress è pronta a dare una mano dalle sue aziende in Svizzera. Ma l’operazione richiede tempi lunghi (l’ultimo che l’ha fatto, l’Iraq, ci ha messo tre mesi) e l’intervento delle forze dell’ordine per il trasporto della divisa fresca di conio. Durante la crisi del 2012 la stampa inglese, mai smentita, ha parlato di aerei-cargo carichi di euro in contanti spediti da Italia e Germania alla Grecia per far fronte alla crisi di liquidità. Ora la Bce deve valutare fino a che punto può continuare a garantire liquidità alle banche elleniche. Senza soldi agli istituti, l’economia si ferma e il default si trasforma subito in tragedia sociale. Bruxelles deve fare i conti politici: studiando se provare a tenere Atene nell’euro (autorizzando l’emissione di una valuta parallela) e se accompagnare il default pilotato con prestiti straordinari che rendano il divorzio meno amaro.
LO SCUDO ANTI-CONTAGIO
Il king-maker, in questo caso ma non solo, è Mario Draghi. I danni collaterali della Grexit, Lehman docet, potrebbero travolgere tutto il continente, come testimoniano in queste ore le fibrillazioni dello spread. L’Europa, dicono in molti, è vaccinata contro il default di Atene. Spagna, Italia e Portogallo hanno fatto tante riforme da quel 2012 in cui erano il ventre molle della Ue. Ma soprattutto questa volta c’è sul tavolo l’assicurazione sulla vita: il Quantitative Easing della Bce. Una sorta di scudo stellare che dovrebbe proteggere Roma, Lisbona e Madrid in caso di corto circuito sotto il Partenone. La potenza di fuoco in mano a Eurotower è impressionante: la Bce comprerà 60 miliardi di titoli di Stato al mese, 1.200 miliardi nell’arco del programma. Quanto basterebbe, per dare un idea, per comprare quasi tutti i Bot, i Btp e i Ctz emessi dall’Italia in tre anni.
I tecnici di Eurotower simulano gli interventi necessari per arginare l’assalto della speculazione, scatenata quando sente odore di sangue. Le regole del Qe impongono acquisti pro-quota sui singoli bond nazionali. Ma si sta valutando come rendere più efficace possibile il bazooka di Draghi. Basterà? Qualcuno è scettico: Francoforte ha in mano un’arma potentissima. Hedge fund e squali del listini non sono però da meno. E il rischio è un braccio di ferro la cui vittima, alla fine sarebbe l’euro. Non a caso a Bruxelles in molti provano a volare più alto. L’eventuale uscita della Grecia dall’Europa, dicono gli euro ottimisti, deve essere accompagnata da un colpo d’acceleratore all’integrazione continentale per non lasciare da solo SuperMario. Visti i tentennamenti di queste ore sul tema immigrazione, in molti dubitano che questo sogno diventi realtà.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo il via libera della Commissione europea al Recovery Plan italiano arriverà un decreto legge su...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il decreto «sostegni-bis» che il governo punta ad approvare entro la fine del mese parte con una p...

Oggi sulla stampa