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Euro e Cina i colpi di coda più temuti

Nell’ultima settimana è continuata la correzione delle Borse, dopo il rialzo di agosto-settembre. Adesso siamo verso importanti livelli di supporto, dai quali potrebbe anche partire un nuovo rimbalzo. Ma è evidente che, nell’insieme, ogni reazione – in questa fase – è più legata a reazioni tecniche che a solide ragioni macro o microeconomiche. I primi dati trimestrali delle grandi corporation americane, pur quando positivi per il periodo luglio-settembre, il più delle volte sono accompagnati da commenti molto cauti sulla visibilità dei profitti per la prima parte del 2013.
L’anno prossimo non sarà facile, perché le incertezze di fondo restano tutte. Quindi, al momento, è difficile fare previsioni. Se – ipotesi ottimista – l’aggiustamento dell’economia procederà, magari lentamente e con qualche incertezza, allora i listini potrebbero prendere forza e continuare a crescere.
Ma se, eventualità che fa paura, dovesse accadere qualcosa di imprevisto – uno shock esogeno di qualsiasi natura, macroeconomico o geopolitico – le Borse ripiomberebbero verso i minimi, anche perché il clima generale oggi non fa da supporto a un recupero immediato.
Quali sono i rischi più temuti dai gestori e quali strategie di protezione hanno implementato? E come può difendersi l’investitore retail? Le risposte a queste domande, indispensabili per organizzare gli investimenti nei prossimi 12 mesi, vengono da una ricerca condotta da Economist Intelligence Unit per conto di State Street Global Advisor, leader mondiale nell’asset management, su un campione di oltre 300 money manager americani ed europei (il dettaglio è visibile nel grafico accanto).
Lo studio vuole individuare quali sono i tail risk più probabili, gli shock estremi che – come nel 2001 (attentato alle Torri gemelle), nel 2007-2008 (crollo dei subprime americani, collasso della Lehman Brothers e crisi globale) e dal 2010 (tracollo della Grecia e dei debiti sovrani in Europa) – potrebbero far cambiare decisamente rotta ai mercati nel prossimo anno e come difendersi.
Innanzitutto, secondo la ricerca, il 71% degli investitori istituzionali ritiene «altamente probabile» o «probabile» che un evento di questo tipo si verificherà nei prossimi 12 mesi. Le paure maggiori sono la crisi della zona euro, la prospettiva di una recessione globale o europea e il rallentamento della Cina.
La ricerca indaga le misure che gli investitori istituzionali hanno adottato o pensano di adottare per proteggere i portafogli. Solo il 20% degli intervistati si dichiara «molto fiducioso» di poter contare su una forma di protezione per il prossimo shock. Tuttavia, il 73% ritiene che, dopo i cambiamenti nell’allocation strategica, possa considerarsi più difeso che in passato.
Gli investitori hanno modificato le strategie. Però, nonostante le preoccupazioni elevate, a un ritmo più lento del previsto. In particolare aumenta l’esposizione verso asset class alternative, come materie prime e infrastrutture, managed futures e Commodity trading advisor (queste ultime sono strategie sui derivati delle materie prime).
Ma queste scelte incontrano comunque difficoltà nella loro realizzazione, in particolare (64% degli intervistati) per quanto riguarda la liquidità degli strumenti sottostanti. Il 54% ha indicato le difficoltà di comprendere e adeguarsi alla nuova regolamentazione e il 49% l’avversione al rischio.
«Il problema – aggiunge Marco Fusco, responsabile per il Sud Europa di State Street Global Advisors – è capire se i privati hanno la stessa percezione del rischio degli istituzionali. Comunque una strategia di protezione a basso costo può essere comprare Etf a bassa volatilità, come per esempio il nostro Spdr S&P 500 Low Volatility, che riduce l’impatto delle fasi ribassiste sul mercato. Oppure puntare sugli alti dividendi attraverso l’Spdr S&P Usa Dividend Aristocrats e l’Spdr S&P Emerging Markets Dividend. Poi se l’investitore è sofisticato, può puntare a una diversificazione, comprando commodities oppure operando con le opzioni. Ma qui serve una capacità non alla portata di tutti».

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