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Euro e banche, vertice Merkel-Draghi

Il portavoce del cancelliere tedesco, Angela Merkel, Steffen Seibert, lo ha definito «un incontro di routine». Sulla stessa linea si sono espresse fonti della Banca centrale europea.
Ma non è mai routine fino in fondo, specie in questi tempi di crisi, quando si incontrano le due figure più potenti dell’Eurozona, il capo del Governo di Berlino e il presidente della Bce, Mario Draghi. E non c’è dubbio che lo «scambio di vedute» sui temi d’attualità riguardanti l’Eurozona, come spiegato dall’ufficio del Cancelliere, avesse alcuni punti di particolare urgenza.
«Angela Merkel e Mario Draghi – ha dichiarato Seibert – sono entrambi interessati al rafforzamento e alla stabilizzazione dell’Eurozona». Si dà il caso che questo rafforzamento e stabilizzazione passino da diverse questioni sulle quali recentemente Berlino e Francoforte non si sono trovate affatto d’accordo.
Il più rilevente è l’evoluzione dell’Unione bancaria. La Bce sta procedendo verso l’assunzione dei poteri di vigilanza sulle banche dell’Eurozona, cosa che avverrà formalmente a novembre, ma è preoccupata – e Draghi lo ha detto più volte pubblicamente – che gli altri tasselli dell’Unione bancaria vadano a posto. In particolare, il meccanismo di risoluzione delle banche in crisi e la creazione, in tempi più rapidi di quanto previsto finora, del fondo che possa intervenire in queste operazioni di risoluzione. Berlino, anche se ha dato nelle ultime riunioni europee qualche segnale di apertura, resta il principale elemento di freno. Draghi avrà voluto assicurarsi che la signora Merkel sia “on board”, sulla stessa linea, quando ci sarà da fare il passo decisivo su questi temi.
L’asse fra i due del resto è sempre stato molto solido fin da quando il banchiere centrale italiano ha assunto la guida dell’Eurotower. L’episodio più clamoroso in cui il cancelliere ha assicurato a Draghi la massima copertura politica, contro l’avviso della Bundesbank, è stato il momento in cui il presidente della Bce ha affermato che la banca avrebbe fatto «tutto il necessario» per salvare l’euro. Il piano nato da quella dichiarazione, il programma Omt, per acquistare titoli dei Paesi in difficoltà in cambio di programmi di riforme, è ora andato incontro all’opposizione della Corte costituzionale tedesca (seppure sia stato rinviato alla Corte europea di giustizia). Quello di ieri è stato il primo confronto fra Draghi e la Merkel dopo la pronuncia della Corte di Karlsruhe, che ha preoccupato la Bce più di quanto i suoi vertici abbiano ammesso in pubblico. Anche se l’Omt è oggi meno di attualità, il sostegno della Germania resta fondamentale. Così come per qualsiasi mossa che la Bce dovesse adottare, dentro il suo mandato, ma fuori dell’ortodossia tedesca, per combattere i rischi di deflazione. Non va dimenticato che la prossima settimana, a fronte di nuove previsioni sull’inflazione, il consiglio della Bce dovrà considerare possibili contromisure.
Per il momento comunque il tema più caldo resta quello dell’Unione bancaria e del ruolo delle banche centrali nell’assicurare la stabilità finanziaria, che costituirà oggetto, oggi e domani, di due giorni di discussione organizzati a Francoforte dalla Bundesbank, cui parteciperanno, oltre allo stesso Draghi, il presidente della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann, e uno dei protagonisti della discussione in sede europea, il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, oltre al nuovo membro del consiglio esecutivo della Bce, Sabine Lautenschläger.

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