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Euro e Borse resistono al dopo voto

L’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari non prevede rischi di eccessiva instabilità dopo le dimissioni del premier Matteo Renzi. Ma ha di fatto bocciato la bozza della legge di Bilancio 2017 dell’Italia per il mancato contenimento del debito e del deficit strutturale. Ha così ritenuto necessarie «significative misure aggiuntive». La crisi di governo ha però prodotto una dilazione degli impegni a marzo. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan non ha partecipato alla riunione a Bruxelles per seguire gli sviluppi politici a Roma.

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble e il presidente olandese dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem hanno rassicurato sul dopo referendum. «L’Italia ha molte esperienze con situazioni del genere, le può fronteggiare — ha dichiarato Schäuble, che aveva appoggiato il Sì di Renzi —. Le persone responsabili sanno ciò che deve essere fatto. E noi li sosterremo». Per Dijsselbloem «è impossibile adesso chiedere al governo italiano di impegnarsi a favore di queste misure e lo invitiamo a prenderle nel prossimo futuro». Per i 19 ministri, in Italia «l’alto livello del debito resta un motivo di preoccupazione». Insufficiente è anche la riduzione del deficit strutturale, pur includendo la flessibilità per le maggiori spese per migranti e terremoto. L’Eurogruppo «monitorerà a marzo 2017 l’attuazione delle misure aggiuntive». Su pressione di Schäuble è stata affossata la proposta della Commissione Juncker di una maggiore spesa pubblica (50 miliardi pari allo 0,5% del Pil della zona euro) a carico soprattutto della Germania, che vanta un surplus commerciale eccessivo. L’Eurogruppo ha preferito «politiche di bilancio prudenti».

I mercati finanziari hanno reagito con calma e in linea con l’instabilità normale in questo periodo. Le principali Borse europee sono salite. Milano ha chiuso in leggera discesa appesantita dai titoli bancari, che potrebbero scontare la crisi di governo nei salvataggi in corso. La Commissione europea ha rassicurato sul sistema bancario con un «siamo in contatto con le autorità italiane» ed evitando commenti «su casi individuali» (come Montepaschi). Il candidato della destra francese all’Eliseo, François Fillon, ha sollecitato un Eurosummit d’urgenza «per studiare le eventuali misure di sostegno da prendere in favore dell’Italia, come contropartita di una completa ristrutturazione del suo settore bancario». L’amministratore delegato di Banca Intesa, Carlo Messina, ha indicato Padoan per succedere a Renzi perché lo ritiene «la persona giusta per guidare un Paese che deve proseguire nelle riforme e far crescere il Pil».

Ivo Caizzi

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