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Euro analizzati anche a giudizio ancora in corso

Pene più severe per i falsari di banconote e monete in Europa. L’Europarlamento ha approvato l’introduzione di pene minime comuni (compresa la reclusione) e il rafforzamento d’indagini transfrontaliere nei confronti di chi tenta di riprodurre la moneta unica. Si stima che dall’introduzione dell’euro, infatti, la falsificazione sia costata ai cittadini comunitari oltre mezzo miliardo. Le nuove norme prevedono anche che l’analisi dei falsi sequestrati possa avvenire anche mentre sono in corso i procedimenti giudiziari, in modo da consentire il rinvenimento degli altri euro falsi ancora in circolazione. Gli stati membri sono chiamati ora a recepire il provvedimento, che li obbligherà a mettere a disposizione (per l’individuazione dei casi di falsificazione monetaria) strumenti di indagine efficaci, equivalenti a quelli usati nella lotta al crimine organizzato o contro altri reati gravi. Riguardo alla pena minima comune europea, sarà di almeno sei mesi di reclusione per le forme gravi di produzione e distribuzione di moneta falsificata. Prevista anche una pena massima di almeno otto anni di reclusione per il reato di distribuzione (analoga a quanto previsto dalla decisione quadro 2000/383/Gai). Intenzione dell’Ue è proteggere meglio la moneta unica, grazie a un maggiore effetto dissuasivo sull’attività criminale e al miglioramento della cooperazione tra le autorità giudiziarie per la cattura dei falsari. La direttiva impone che i centri nazionali di analisi delle monete metalliche possano esaminare gli euro falsi anche mentre sono ancora in corso i procedimenti giudiziari, consentendo in tal modo il rinvenimento delle altre banconote o monete falsificate.

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