Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Euro ai minimi, lo spread cade a 97 punti

Corrono le Borse, si restringono gli spread e si svaluta l’euro. Questa in sintesi è stata negli ultimi mesi la reazione dei mercati al Quantitative easing della Bce. E questo è lo stesso copione che i mercati hanno seguito ieri, giornata in cui in cui il presidente Mario Draghi ha reso noti alcuni dettagli tecnici dell’operazione, oltre alle nuove previsioni sull’andamento dell’economia. 
Ieri la Bce ha rivisto al rialzo da +1 a +1,5% la sua stima sul Pil dell’area euro per il 2015. La Banca centrale ha comunicato anche la sua proiezione sull’andamento dei prezzi che è stata rivista al ribasso per l’anno in corso (dal +0,7% a 0) mentre per il 2016 e per il 2017 è stimata una crescita dell’1,3 e dell’1,8% rispettivamente. La moneta unica, reduce da una giornata di forti ribassi, inizialmente ha reagito positivamente a questi numeri balzando oltre 1,11 dollari. Una fiammata che si è riassorbita rapidamente: la moneta unica è tornata a svalutarsi arrivando in serata a sfondare al ribasso quota 1,10 dollari. In linea di principio questo andamento non si concilia con le nuove previsioni dell’Eurotower. Un miglioramento della congiuntura e una previsione per il prossimo biennio dell’inflazione sui livelli ottimali (il mandato Bce prevede che sia sotto ma vicina al 2%) significa che il Qe è destinato a finire alla sua naturale scadenza. Tuttavia – è il ragionamento di alcuni addetti ai lavori – un conto sono le stime, un’altro la realtà. E la storia insegna che non sempre le previsioni si rivelano azzeccate. Il presidente Draghi, da parte sua, ha ribadito ancora una volta che il Qe potrà durare oltre la sua naturale scadenza finché l’inflazione non sarà tornata sui livelli di guardia. Come sottolinea Mauro Vittorangeli, capo investimenti per il reddito fisso di Allianz Global Investors «la Bce è determinata a continuare finché non otterrà i risultati che si è posta, nella piena consapevolezza che non può permettersi di fallire». E tanto è sembrato bastare ai mercati che hanno reagito positivamente a quanto emerso dal direttivo dell’Eurotower.
Altra novità importante è stata la risposta di Draghi alle perplessità sul fatto che, nell’ambito del Qe, la banca centrale finisca per comprare titoli con rendimenti negativi andando così incontro a perdite. Ieri il numero uno della Bce ha fatto chiarezza anche su questo punto. Nell’ambito del Quantitative easing la Bce acquisterà titoli con minimo due anni di scadenza. Anche con tassi negativi purché non superino al ribasso la soglia di -0,2 per cento. Che poi è l’attuale livello della remumerazione ufficiale sui depositi. Questo dettaglio ha provocato un immediata ondata di vendite sui titoli biennali tedeschi, il cui rendimento è sotto lo 0,2% negativo, a cui sono stati preferiti bond di analoga scadenza con rendimenti più appetibili. Ieri il differenziale di rendimento tra BTp e Bund decennali è sceso fino a quota 96 punti in un primo momento per poi risalire nel finale e chiudere gli scambi a quota 97. «Riteniamo che i dettagli presentati oggi abbiano preparato la strada per un ulteriore restringimento degli spread nell’Eurozona nel breve periodo. Questo potrebbe spingere il differenziale di rendimento tra i titoli italiani e spagnoli a 10 anni e quello tedesco entro un livello di 80 punti base» commenta ancora Vittorangeli.
Giornata positiva anche sul fronte azionario. Ieri Piazza Affari ha guadagnato l’1,22% registrando la migliore performance tra le piazze continentali che in media hanno registrato rialzi intorno allo 0,8 per cento. A Piazza Affari ieri i titoli più gettonati sono stati quelli di Tod’s (+6,03%) e Moncler (+10,53%). I rialzi sono stati innescati dai conti oltre le attese di quest’ultima il cui andamento è stato indirettamente favorito dalle scelte della Bce. La politica monetaria ultraespansiva di Draghi ha provocato una svalutazione del 20% in un anno della moneta unica nel cambio sul dollaro. Una manna per un settore come quello del lusso che deve buona parte della sua fortuna dalla capacità di esportare.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa