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Euro ai minimi dal 2003, oggi vertice Bce

Di tanto in tanto, anche la Gran Bretagna ottiene una vittoria nella Ue. Ieri, il Tribunale dell’Unione Europea ha giudicato in favore di Londra una disputa con la Banca centrale europea che va avanti da oltre tre anni. In apparenza, si tratta di una questione tecnica: in realtà, è molto politica. Al cuore del giudizio a cui i britannici avevano chiamato la Bce sta un documento di quest’ultima del 2011 nel quale la banca centrale sosteneva che le clearing house che processano considerevoli transazioni finanziarie in euro devono avere base nell’Eurozona: per ragioni prudenziali, altrimenti non potrebbe regolarle. Il governo di Londra sosteneva che questa impostazione va contro l’idea di mercato unico e costituisce una «politica di localizzazione discriminatoria». 
Le clearing house sono strutture essenziali del mercato finanziario. Agiscono da intermediari nelle transazioni e assicurano che le operazioni vadano a buon fine anche se una delle parti avesse difficoltà. La City di Londra è sede di alcune delle maggiori clearing house del mondo. Per la piazza finanziaria londinese perdere un business così importante sarebbe un colpo alla reputazione e un indebolimento che potrebbe dare inizio a un’erosione di business; business che altri centri finanziari, nell’Eurozona, guadagnerebbero invece volentieri. In più, per il governo britannico di David Cameron c’è una questione politica ancora più rilevante. Se il Tribunale avesse dato ragione alla Bce, avrebbe indirettamente favorito le posizioni anti Ue che nell’Isola sono forti: e avrebbe influito anche sulle elezioni del prossimo 7 maggio a vantaggio dell’Ukip, il partito che vuole l’uscita del Regno Unito dalla Ue. Ora, Cameron può invece sostenere con i suoi elettori che non sempre l’Europa è contraria agli interessi britannici. In realtà, il Tribunale europeo non ha sposato le argomentazioni di Londra. Si è limitato a dire che la Bce «non ha la competenza necessaria per regolare le attività dei sistemi di clearing sui titoli» perché il suo statuto non lo prevede. Se la banca lo ritiene — ha aggiunto il Tribunale — può chiedere ai governi di ampliare il suo mandato. Una lettura molto più stretta rispetto a quella sostenuta dal cancelliere dello Scacchiere britannico George Osborne. Che comunque ha festeggiato.
Intanto sui mercati l’euro è sceso ai minimi dal 2003 sul dollaro, fino a quota 1,10675. Oggi, poi, è in programma una riunione della Bce per dettagliare il piano di quantitative easing che prevede ingenti acquisti di titoli di Stato. E a Bruxelles la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker hanno detto di volere concludere entro l’anno i negoziati con Washington sul Ttip, il trattato transatlantico di liberalizzazione dei commerci e degli investimenti.

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