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Euribor, maxi-multa ai big del credito

La Commissione europea ha deciso di imporre multe per un totale di 1,71 miliardi di euro ad alcune istituzioni finanziarie che hanno manipolato nel corso degli anni due importanti tassi d’interesse interbancari, l’Euribor in euro e il Tibor in yen. L’annuncio giunge mentre l’Europa tenta di meglio regolamentare il settore bancario. D’altro canto, la vicenda è una nuova conferma di come l’ondata di liberalizzazione della finanza negli ultimi venti anni sia scappata di mano.
Secondo l’esecutivo comunitario, le banche hanno creato cartelli illegali con l’obiettivo di manipolare tassi d’interesse che vengono utilizzati in mutui immobiliari e derivati finanziari in giro per il mondo. Le società coinvolte sono Deutsche Bank, Société Générale, JP Morgan, Rbs, Citigroup e RP Martin. Barclays e Ubs sono state graziate perché hanno avvertito le autorità dell’esistenza del cartello. In alcuni casi, le ammende sono state ridotte perché le società hanno collaborato con Bruxelles.
In una conferenza stampa a Bruxelles, il commissario alla Concorrenza Joaquín Almunia ha spiegato che mai la Commissione aveva imposto multe cumulate di livello così elevato in casi di collusione o di abuso di posizione dominante: «La nostra decisione ha una doppia ambizione: punire e dissuadere». In totale, quattro istituzioni hanno manipolato l’Euribor e altre sei hanno distorto le contrattazioni del Tibor. Le multe della Commissione seguono una serie di ammende comminate da altri regolatori nazionali.
La vicenda era emersa per la prima volta nel 2012. Almunia ha spiegato ieri che la Commissione continua a indagare su possibili cartelli dello stesso tipo. In particolare, ha confermato una indagine sulle contrattazioni del franco svizzero. «Abbiamo lavoro da portare a termine che va oltre i due tassi d’interesse che abbiamo trattato finora», ha detto il commissario alla Concorrenza. «Stiamo traendo le conseguenze degli abusi di cui molte banche sono state responsabili nel corso degli anni».
Coinvolta nelle due indagini della Commissione, la sola Deutsche Bank dovrà pagare una multa di 725 milioni di euro. «L’ammontare della multa è già compreso nelle riserve che la banca ha messo da parte per eventuali litigi» ha precisato ieri la banca tedesca in un comunicato. «Nessuna nuova misura di accantonamento sarà necessaria». Indagata solo nel caso Euribor, Société Générale dovrà invece versare una ammenda pari a 446 milioni di euro.
La vicenda è l’ennesima dimostrazione di come istituti di credito e società finanziarie abbiano agito impunemente in questi anni. La colpa è naturalmente delle banche. Nel 2012, il commissario alla giustizia Viviane Reding aveva definito i banchieri dei banksters, gioco di parola tra bankers e gangsters. Anche le autorità di sorveglianza hanno però le loro colpe: girando lo sguardo altrove, in parte perché conveniva loro e in parte a causa di mercati finanziari diventati ormai molto complessi.
In settembre, la Commissione ha presentato un progetto legislativo per regolamentare il settore degli indici finanziari (si veda Il Sole 24 Ore del 18 settembre). In luglio aveva inviato rilievi a 13 banche per avere chiuso ai concorrenti il mercato dei derivati. Interpellato sui suoi sentimenti nei confronti del mondo bancario, Almunia ha ammesso ieri: «Non sono più così ingenuo su come funzionano i mercati finanziari, come forse lo sono stato a un certo punto in passato».

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