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Euribor, maxi-inchiesta in Germania

Banche tedesche sempre più nel mirino per lo scandalo delle sospette manipolazioni del tasso interbancario europeo Euribor: l’autorità tedesca di regolamentazione dei mercati finanziari Bafin ha deciso di lanciare una inchiesta approfondita che, secondo indiscrezioni, si sta concentrando su quattro dei principali istituti bancari del Paese, tra cui Deutsche Bank e Portigon.
Le indagini della Bafin sono in corso già dalla metà dell’anno scorso, nel quadro degli sforzi paralleli delle autorità di vari Paesi per fare luce sugli opachi meccanismi per la fissazione dei tassi interbancari Libor ed Euribor. L’inchiesta speciale – che comporta un iter più severo rispetto alle indagini di routine, anche con ispezioni presso i singoli istituti sospettati – è in corso già da fine 2011 ma la notizia è stata confermata ieri dopo un articolo della Sueddeutsche Zeitung, secondo il quale sono quattro le banche oggetto di più approfondite indagini. Una misura che segue la richiesta di informazioni avanzata dall’Authority nei confronti di tutte le banche tedesche che partecipano alla fissazione dell’Euribor. Un portavoce della Bafin si è però rifiutato di indicare quali e quante banche siano coinvolte nell’inchiesta speciale, ammettendo che si tratta di più d’una. Deutsche Bank e Portigon (l’istituto nato dallo spezzatino della WestLb), chiamate in causa dal quotidiano bavarese, non hanno fatto commenti specifici, ma secondo anche altre indiscrezioni avrebbero già ricevuto la visita degli ispettori dell’Authority. Deutsche Bank – il principale istituto di credito del Paese – è comunque già sotto istruttoria speciale della Bafin per sospette alterazioni del Libor (London Interbank Offered Rate), il principale tasso interbancario globale, e ha dichiarato che sta collaborando con le diverse autorità di regolamentazione (dagli Usa al Regno Unito) impegnate nelle indagini su presunte manipolazioni dei tassi interbancari (le inchieste spaziano in un periodo tra il 2005 e il 2011). Deutsche Bank ha anche già ammesso, dopo una indagine interna, che due suoi ex trader sarebbero implicati nei tentativi di manipolazione di tassi interbancari. Il gruppo, assieme ad altri 22 istituti, è oggetto di una indagine della Bafin anche in relazione alle politiche retributive: l’Authority vuole accertare che le più severe regole sui bonus introdotte nel 2010 siano state rispettate. L’emergere e l’allargarsi di una scandalo di portata globale ha indotto all’inizio di quest’anno la BayernLb a decidere di ritirarsi dal panel di banche convolte nella fissazione dell’Euribor, con una decisione che ha motivato attraverso «ragioni strategiche». Tra la quarantina di banche che contribuiscono al fixing dell’Euribor, sono attese altre defezioni, visto che quelle che in passato era uno sorta di «status symbol» bancario si è trasformato in una passività sul fronte dell’immagine pubblica.
Alcuni istituti, in particolare sul versante del Libor, hanno dovuto già fronteggiare pesanti sanzioni e decapitazioni al loro vertice. La britannica Barclays è stata la prima ad accettare un settlement nel luglio scorso in Usa e Gran Bretagna (pagando 290 milioni di sterline) e ha cambiato il top management. Il mese scorso la svizzera Ubs è stata la seconda e pagherà 1,5 miliardi di dollari. Pare imminente un settlement anche da parte di Rbs.

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