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Euribor: indagini Ue su Hsbc, JP Morgan e Crédit Agricole

La Commissione europea ha annunciato ieri di avere deciso di aprire una indagine formale contro tre banche internazionali – Crédit Agricole, Hsbc e JP Morgan – perché le sospetta di avere partecipato alla manipolazione dell’Euribor, il derivato sul tasso d’interesse in euro. Le istituzioni finanziarie si erano rifiutate nei mesi scorsi di trovare un accordo con l’esecutivo comunitario che nello stesso contesto aveva multato altre quattro società per un totale di 1,04 miliardi di euro.
La Commissione «teme che queste tre banche possano avere partecipato in uno schema collusivo con l’obiettivo di distorcere il normale corso dei componenti di prezzo sui derivati dei tassi d’interesse», si legge in un comunicato pubblicato dalle autorità comunitarie antitrust. L’apertura dell’indagine ai danni delle tre banche, attraverso l’invio di una lettera di obiezioni, è il primo passaggio di una inchiesta che potrebbe anche terminarsi senza condanna.
Alla fine del 2013, un gruppo di istituzioni finanziarie era stato multato da Bruxelles per un totale di 1,7 miliardi di euro (si veda Il Sole-24 Ore del 5 dicembre 2013). Tutte sono state condannate per manipolazione dei prezzi di derivati; quattro per manipolazione dell’Euribor: Barclays, Deutsche Bank, Rbs e Société Générale. Finora autorità americane ed europee hanno comminato ammende per un totale di sei miliardi di dollari a una decina di banche accusate di avere distorto i prezzi di mercato.
Le tre società coinvolte dalla nuova indagine si erano rifiutate l’anno scorso di ammettere le proprie responsabilità e ieri hanno subito risposto alla decisione della Commissione. «JP Morgan Chase ha pienamente cooperato con la Commissione europea per tutta l’inchiesta», ha affermato la banca americana. «La società considera la lettera di obiezioni senza ragione». Crédit Agricole ha precisato: «Valuteremo la situazione non appena avremo ricevuto i documenti». Dal canto suo, Hsbc ha detto di volersi difendere.
Anche la società finanziaria Icap rifiutò l’accordo con la Commissione; ieri il commissario alla Concorrenza Joaquín Almunia ha avvertito che questa istituzione riceverà una lettera di obiezioni «nei prossimi giorni o nelle prossime settimane». Nel frattempo, Société Générale ha fatto appello contro la multa della Commissione citando «un evidente errore di valutazione» nel modo in cui è stato calcolato il giro d’affari della banca e quindi nella ripartizione dell’ammenda tra le diverse società.
La vicenda sottolinea ancora una volta quanto la crisi finanziaria scoppiata tra il 2007 e il 2008 sia stata provocata da avidità personale, ma anche da una carenza nella regolamentazione dei mercati. Probabilmente, la colpa è tanto degli istituti di credito quanto delle autorità di vigilanza. Proprio la settimana scorsa, la Commissione ha presentato un lungo rapporto in cui ha riassunto le tante misure adottate in questi anni per meglio regolamentare il settore bancario.
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