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M&A euforica in Europa ma i cinesi sono in fuga

Crescono del 29% le operazioni di M&A in Europa nel primo trimestre, anche senza i Cinesi. Dopo essere triplicate lo scorso anno, le acquisizioni di Pechino sono crollate del 70% rispetto allo stesso periodo del 2016, una riduzione dovuta soprattutto alle restrizioni introdotte dal governo cinese sull’uscita di capitali dal paese. In questa volata allo shopping, a sorpresa crescono anche i deal in Gran Bretagna, nonostante la Brexit: nel primo trimestre le operazioni hanno totalizzato 32 miliardi di dollari, il livello più elevato dalla crisi finanziaria del 2008. Big mergers come Aberdeen Asset Management-Standard Life, Tesco-Booker e Wood Group-Amec Foster Wheeler hanno fatto dimenticare le incertezze della Brexit mettendo il motore alla Borsa londinese con il Ftse 100 che ha toccato il massimo storico a 7434 lo scorso febbraio.
Un tassello in più che si aggiunge alla già euforica corsa all’M&A che sta investendo il Vecchio Continente dove nonostante la mancanza del “carburante” cinese, l’Europa ha visto crescere di un terzo i deals nei primi tre mesi per circa 229 miliardi di dollari, secondo i dati di Thomson Reuters. A sostituire i cinesi sono stati i gruppi americani ed europei che scelgono la strada delle fusioni per sostenere i profitti e tagliare i costi. Come nel caso del settore farmaceutico che guadagna la palma d’oro con un deal da 29 miliardi di dollari per il merger tra le società svizzere Actelion Pharmaceuticals e Janssen Holding, la controllata svizzera del gruppo americano Johnson & Johnson. Tra i paesi, le società francesi sono risultate le più attive nel trimestre dall’acquisizione Essilor-Luxottica a Zodiac Aerospace-Safran per un totale di 45,9 miliardi di dollari.
Le incertezze sui mercati rimangono, dalla Brexit dopo la conferma del governo inglese di fare scattare l’articolo 50, alle elezioni in Francia questo mese e in Germania a settembre. Tuttavia, il miglioramento del clima sui mercati finanziari con le Borse che hanno messo a segno il massimo del trimestre hanno quasi annullato le incertezze sul fronte politico. Il costo del debito rimane ancora su livelli minimi e la crescita economica potrebbe accelerare nei prossimi trimestri, secondo le previsioni della Commissione europea.
Un clima favorevole che può spingere le multinazionali americane a lanciare take over sulle società europee combinando il calo dell’euro e della sterlina sul dollaro e il basso costo del debito. Ma bisogna fare presto perché il clima potrebbe cambiare. Non tutti i deal lanciati, però, vanno a buon fine. Come nei casi dell’americana Kraft Heinz che ha gettato la spugna sul gruppo anglo-olandese Unilever e quello di AkzoNobel la società olandese specializzata in prodotti chimici per la pittura e la rivale americana PPG Industries: in entrambi i casi le offerte degli americani sono state rispedite al mittente.

Mara Monti

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