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Etihad rassicura Sea “Alitalia rafforzerà Linate e Malpensa”

Cieli europei in tilt e titoli delle compagnie in tensione in Borsa. Non fanno accezione le compagnie aeree italiane come Alitalia e Meridiana. James Hogan, numero uno di Etihad, in questi giorni in Italia per gli ultimi aggiustamenti del matrimonio con il vettore di Fiumicino (che attende solo l’ok della Ue per essere celebrato), ha incontrato i dipendenti di Milano di Alitalia e i vertici delle banche azioniste e della Sea. Hogan ha rassicurato il gestore degli scali milanesi sulla presenza futura a Malpensa e Linate. «I due aeroporti possono coesistere e c’è la volontà di rafforzarli entrambi» ha dichiarato l’attuale ad Gabriele del Torchio.
Luca di Montezemolo resta in pole position per la poltrona di presidente del nuovo vettore italo-arabo e raccoglie consensi anche dal governo con il ministro Maurizio Lupi che sottolinea: «Sarà il cda a scegliere, ma certamente Montezemolo è una risorsa importante per la sua managerialità e per l’immagine che ha nel mondo».
Nel contempo però è esploso il caso Meridiana: il cda della compagnia sarda ieri ha dato il via libera al piano di riduzione del personale contestualmente ad un cambio della flotta per quella che viene definita «una drastica riduzione dei costi operativi». In realtà si tratta di un colpo du- rissimo per le famiglie di 1.478 dipendenti di Meridiana Fly (262 piloti, 896 assistenti di volo e 320 di terra) e di 156 unità per Meridiana Maintenance, la maggior parte delle quali già in cassa integrazione. «La compagnia è rimasta troppo a lungo legata alla sua struttura industriale degli anni ‘90, invece per rimanere competitivi bisogna adeguarsi al cambiamento, anzitutto tecnologico» ha detto l’ad Roberto Scaramella.
Infine sempre sul fronte delle compagnie aeree italiane Blue Panorama ha annunciato l’entrata in flotta del nuovo Boeing 767-300 Extended range , configurato per collegamenti di lunga e lunghissima distanza non-stop.
In Europa lo sciopero dei piloti di Air France ha fatto collassare il traffico aereo da e per la Francia mentre alla protesta dei comandanti transalpini sta per sommarsi quella dell’altro colosso Lufthansa.
Si preannuncia, dunque, una settimana difficile per i passeggeri (anche italiani) che utilizzano gli aerei del vettore francese, che ha dovuto cancellare oltre metà dei voli ieri.
Lo sciopero proseguirà per tutta la settimana mentre l’azienda ha inviato più di 65mila messaggini sui cellulari dei propri clienti e messo in campo una task-force di 7mila dipendenti aggiuntivi proprio per limitare i disagi e assistere i passeggeri colpiti dalla protesta, che tra l’altro ieri ha colpito duramente anche il titolo della compagnia: fin dai primi minuti di contrattazione le azioni avevano già perso il 3,8%. Lo stesso presidente di Air France, Frederic Gagey, ha stimato che lo sciopero costerà tra i 15 e i 20 milioni di euro al giorno al gruppo. E se volare già risulta difficoltoso in queste ore, dalle 9 alle 17 di oggi i cieli Ue dovranno fare i conti con una seconda protesta, quella dei piloti Lufthansa per lo sciopero proclamato da Vereinigung Cockpit, sindacato che rappresenta 5.400 dei 9mila piloti.
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