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Etihad investirà 1,25 miliardi su Alitalia E vuole 2.251 esuberi

Scendono i toni della protesta dei sindacati sul piano degli esuberi che il vettore emiratino Etihad propone per acquistare fino al 49% di Alitalia. Merito delle rassicurazioni fornite ieri dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, e del Lavoro, Giuliano Poletti, anche a margine del tavolo al quale ieri hanno incontrato i vertici sindacali. «Quello che ci interessava, era sapere se il governo fosse disposto a sostenere queste persone – ha commentato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni – e il governo ce lo ha assicurato al 100%». 
Ma soprattutto merito del piano, che ai sindacati sembra piaciuto perché, come ha osservato per la Cgil, Fabrizio Solari (che nella trattativa con Air France-Klm nel 2008 fu tra i fautori del «no»), punta finalmente sull’intercontinentale di cui è previsto un aumento del 40% nel quadriennio con sette aerei di lungo raggio in più. In ballo ci sono 1,25 miliardi di investimenti entro il 2018 (di cui 560 milioni subito di capitale sociale). L’utile è previsto nel 2017, quando il fatturato sarà di 3,6 miliardi.
Quanto agli scali, Fiumicino prevale con sette nuove destinazioni di lungo raggio e 16 nuove rotte. Malpensa vedrebbe l’incremento dei voli (non delle destinazioni) settimanali entro il 2018 da 11 a 25, ma soprattutto diventerebbe uno dei tre hub mondiali del cargo di Etihad, insieme a Abu Dhabi e Pechino. Infine su Linate c’è indecisione perché la liberalizzazione delle rotte, richiesta dagli arabi per aumentare i voli di medio raggio e portare quelli Extra-Ue, deve per forza riguardare tutti i vettori di quello scalo, per questo se ne stanno ancora valutando i costi e i benefici.
Le dolenti note attengono all’organico di Alitalia che passerà dagli attuali 13.721 a 11.470 dipendenti. Gli esuberi dunque sarebbero 2.251, compresi i 787 lavoratori in Cig a zero ore, che saranno in Cig sino a marzo 2015; 380 del personale di volo e 1.084 di quello di terra. «Il tema degli esuberi sarà affrontato domani (oggi per chi legge, ndr ) nell’incontro azienda-sindacati e il governo ha detto che farà tutto il possibile» ha detto Lupi, sottolineando che la trattativa va chiusa «entro il 15 luglio».
Poletti ha affermato che «tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione secondo le leggi ora in vigore siamo pronti a utilizzarli al meglio», con ciò escludendo regimi speciali, come quello che consentì ai lavoratori della vecchia Alitalia di garantirsi sette anni di ammortizzatori sociali.
Secondo Solari, il piano industriale presentato da Etihad è «condivisibile» nei suoi principi, anche se ancora «prudente». L’impressione è cioè che Etihad stia tenendo i motori al minimo per verificare l’affidabilità dell’interlocutore e le reali prospettive di sviluppo, appurate le quali, potrebbe anche elevare il proprio impegno. Ai sindacati dunque sta la responsabilità di non spaventare Etihad con toni alti e richieste impossibili. Tuttavia Solari non può fare a meno di osservare che «allo stato non sono gestibili le ricadute occupazionali» che il piano comporta.
La promessa d’istituire un tavolo governativo, che si incontrerà regolarmente con il ministro del Lavoro e dei Trasporti, lascia immaginare soluzioni «creative», come quella che si produsse con i lavoratori della vecchia Alitalia, una parte dei quali approdò in nuove società fornitrici di servizi.
Intanto Lufthansa ha tagliato le stime di crescita per quest’anno e il prossimo. Il titolo è crollato del 16% in Borsa. Non succedeva dall’11 settembre.

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