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Etihad guarda ai numeri di Alitalia

Archiviato lo sforzo di soci e banche, anche Poste sta per completare il percorso che dovrebbe portarla nel capitale di Alitalia. I legali della società dei recapiti stanno valutando gli ultimi aspetti perché l’ingresso del gruppo guidato da Massimo Sarmi era subordinato ad alcuni paletti, tra cui anche la semplificazione della complessa governance che fa capo all’ex compagnia di bandiera. Ultimate le verifiche, Poste si avvierà – non prima di un cda che dovrebbe essere convocato nei prossimi giorni – a versare i 75 milioni che porteranno l’asticella dell’aumento di capitale a quota 300. Una soglia che sarà raggiunta dopo i 125 assicurati dai soci – a chiudere la partita avrebbe contribuito un ulteriore sforzo dell’Immsi di Colaninno e di un manipolo di piccoli azionisti, senza contare i 15 milioni arrivati dal presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi)- e i 100 milioni messi sul piatto dalle banche (Intesa Sanpaolo e UniCredit), come anticipo a garanzia dell’inoptato.
Insomma, l’iniezione di risorse fresche sembrerebbe centrata e intanto continua la ricerca di un partner internazionale che i sindacati, nel corso del tavolo di martedì sera con l’ad del vettore, Gabriele Del Torchio, hanno posto come condizione imprescindibile (ieri a esprimere lo stesso auspicio sono state anche le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo Anpac, Avia e Anpav). E, proprio negli ultimi giorni, sembrano essersi intensificati i contatti con Etihad, la compagnia di bandiera di Abu Dhabi. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, un team del vettore starebbe esaminando i numeri di Alitalia e dovrebbe completare il processo entro la fine della settimana per arrivare a una decisione «poco prima di Natale». Le due società hanno già forti legami commerciali ed Etihad è interessata ad aprirsi un varco nell’assai appetibile mercato europeo acquisendo una quota nel capitale della compagnia italiana: teoricamente gli emiratini potrebbero salire fino al 49%, ma allo studio ci sarebbe l’ipotesi di rilevare per ora almeno il 25% in modo da poter incidere sulle scelte aziendali e senza entrare in rotta di collisione con Air France, che resta comunque alla finestra. Le posizioni dei francesi non sono cambiate, ma certo le ultime scelte del vettore – con il forte contenimento dei costi previsto dal nuovo piano industriale di Del Torchio – non sono passate inosservate al quartier generale di Roissy.
Insomma, la caccia a un alleato è lo snodo centrale. Come confermato ieri anche dall’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. «Il vero punto di passaggio è il partner industriale su cui io ritengo che ci possa essere ancora interesse da parte di Air France. E comunque se non saranno loro, sarà un altro operatore», argomenta ancora il manager. «Ci possono essere – prosegue – delle controparti interessate fuori certamente dei confini europei però ribadisco che l’ipotesi Air France io non la considero completamente chiusa». Quanto alla ricapitalizzazione, il ceo di Intesa si mostra sereno. «Le problematiche legate all’aumento di capitale io le vedo risolte quindi per me il tema, almeno per quel che riguarda la parte dei privati è risolta». E, sull’ingresso della società dei recapiti, «penso che sia difficile che Poste possa rappresentare un problema».

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