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Etihad: entro marzo si decide su Alitalia

Dopo 30 giorni di verifica dei conti di Alitalia con la due diligence, il numero uno di Etihad, James Hogan, sostiene che le probabilità che la compagnia araba entri nel capitale di Alitalia «sono il 50%».
L’a.d. di Etihad ha fatto presente che l’esame del dossier Alitalia si concluderà entro un mese. E ha puntualizzato che anche in passato «sono state avviate due diligence con altre comapgnie che poi abbiamo abbandonato». Etihad ha annunciato ieri che nel 2013 il fatturato è aumentato del 27% a 6.100 milioni di dollari, di cui 820 milioni (+30%) dalle alleanze strategiche con altre compagnie, l’utile netto è salito da 42 a 62 milioni di dolalri (+48%).
Per molti a Roma, tra cui il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, il bicchiere è mezzo pieno: «Siamo tutti ottimisti: confermo la scadenza di fine marzo», si è entusiasmato Lupi. In effetti alla compagnia di Abu Dhabi continua a stare a cuore il progetto di entrare nel capitale della sofferente Alitalia, con un’iniezione di 300 milioni di euro e una quota che sarebbe tra il 40% e il 49,9%, ma comunque di comando.
Anche all’interno di Alitalia si dà una valutazione positiva della parole un po’ criptiche di Hogan. Tuttavia è bene ricordare che la storia delle trattative tra Etihad e Alitalia, in corso da agosto 2013, ha visto finora gli annunci correre (o forse volare) più velocemente dei fatti. Secondo l’ultimo – e finora unico – annuncio congiunto, fatto domenica 2 febbraio, i due vettori «sono entrati nella fase finale di una procedura di due diligence volta al possibile investimento di Etihad Airways in Alitalia. Nei prossimi 30 giorni – proseguiva il comunicato – entrambe le compagnie e i loro advisor stabiliranno come sviluppare una strategia comune per raggiungere gli obiettivi che i due vettori si sono prefissati».
I 30 giorni scadono oggi, ma la trattativa ha ancora bisogno di tempo. «Non ci siamo impegnati in alcun modo ad investire o meno», in Alitalia, ha detto Hogan. «Dobbiamo essere convinti come investitori che entrano nella società che possiamo riportare la compagnia in utile», ha aggiunto l’a.d. di Etihad. Secondo Hogan, ha riferito Reuters, la compagnia degli Emirati Arabi Uniti andrà avanti se ci sarà un’intesa sulla rete, sui costi, sulla ristrutturazione, sulla redditività e su un forte management. Da tre settimane circola, non smentita, la voce che Etihad potrebbe proporre per la presidenza di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari.
Tra i punti in discussione c’è il debito con le banche. Alitalia ha circa un miliardo di debiti finanziari netti, mentre i debiti complessivi al 30 giugno 2013 ammontavano a 2.537 milioni, al lordo di 588 milioni di crediti. Etihad, come già aveva tentato invano Air France-Klm, ha chiesto la ristrutturazione e l’abbattimento del debito bancario, per almeno 400 milioni.
«Ci sono i colleghi di Etihad in questi giorni a Roma ma per chiudere c’è bisogno ancora di qualche settimana, di una quindicina di giorni», aveva detto l’8 febbraio Gaetano Micciché, direttore generale di Intesa Sanpaolo, la banca più esposta con crediti verso Alitalia e il principale azionista, con il 20,59%, oltre a a finanziare altri soci. Neppure la previsione di Micciché è stata rispettata.
È bene dunque prendere con cautela le stime sui tempi. È aperta anche la partita della riduzione del costo del personale. Dopo aver concordato cigs e contratti di solidarietà che coinvolgeranno 2.238 dipendenti (più i 700 in cigs dal 2011), Alitalia ha chiesto ai sindacati riduzioni delle buste paga per 54 milioni all’anno.
Hogan ha detto che l’Italia è il terzo mercato europeo per traffico in uscita e questo rende Alitalia attraente e potrebbe diventare l’opportunità per potenziare la rete di Etihad nel Sud Europa, a completamento dei rapporti con Air Berlin. Hogan ha citato anche l’alleanza di Alitalia con Air France-Klm e Delta sul Nordatlantico e ha detto che Etihad sta discutende un ampliamento dell’alleanza commerciale di code sharing con Air France-Klm. E il ruolo effettivo del vecchio partner Air France-Klm potrebbe riservare qualche sorpresa quando tutti i tasselli dell’operazione Alitalia saranno messi in chiaro.

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