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Etihad-Alitalia alla firma, la Cgil dice no

La Cgil non firmerà l’accordo sugli esuberi Alitalia. Lo annunciano il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, in una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, e al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. 
Il sindacato di corso Italia aveva chiesto qualche giorno di tempo dopo che sabato Cisl, Uil, Ugl e le sigle di piloti e assistenti di volo (Anpac, Anpav e Ania) avevano siglato l’intesa su 2.251 esuberi. Ieri i vertici della Cgil hanno confermato la bocciatura del piano: «Con ogni evidenza si tratta di una crisi indotta dalla palese inadeguatezza del “piano Fenice” (sulla base del quale Alitalia ripartì nel 2009, ndr ), oltre che dall’assenza di una politica di settore e certamente non dipendente da fattori riconducibili al lavoro», fanno notare Camusso e Nasso che comunque esprimono un giudizio positivo sul programma di rilancio presentato da Etihad: «Un piano molto prudente che però si muove, a differenza di quello targato Air France, nella direzione giusta: più qualità e più rotte intercontinentali». Camusso e Nasso definiscono «incomprensibile» la posizione di Cai in merito alla gestione degli esuberi. Per questi motivi la Cgil e la Filt confermano la «non sottoscrizione dell’intesa», aggiungono i leader sindacali che confermano «l’impegno a sostegno dei lavoratori ingiustamente colpiti e per garantire una prospettiva di salvataggio e rilancio di Alitalia e dell’intero settore del trasporto aereo italiano».
«Sinceramente me l’aspettavo. Era nella logica delle cose» commenta l’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, «se non altro, però, c’è un passo positivo perché hanno detto di voler firmare il contratto».
Rispondendo al «question time» sulla vertenza Alitalia, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ribadisce: «Abbiamo fatto tutto ciò che si può fare per ridurre al minimo gli elementi di problematicità che sul piano dell’occupazione si stavano presentando».
Comunque, dopo l’ok delle banche alla ristrutturazione del debito di Alitalia e le voci di una resistenza di Poste Italiane ad affiancare gli istituti di credito, ieri il numero uno di Etihad, James Hogan, ha incontrato Francesco Caio, l’ad di Poste, sulla partecipazione del gruppo all’aumento di capitale da 200 milioni destinati a eventuali contenziosi o debiti superiori alle previsioni entro il 2014. «Chiariremo la posizione di Poste nelle prossime ore perché ormai non c’è più tempo – ha detto Del Torchio -. Il 25 luglio abbiamo l’assemblea».
Intanto è ripresa ieri sera la trattativa al ministero delle Infrastrutture tra sindacati e Alitalia per proseguire il confronto sul nuovo contratto nazionale del trasporto aereo: i sindacati hanno chiesto aumenti salariali del 6% per i prossimi tre anni. Inoltre se il contributo di solidarietà chiesto dall’azienda dovesse essere accolto, nell’accordo a livello aziendale Alitalia potrebbe risparmiare 31 milioni di euro nel secondo semestre 2014. Dai calcoli dei sindacati il taglio per un lavoratore di terra è di 100 euro al mese su 1.200 euro mensili, mentre per un pilota si tratta di meno 1.500 euro. Su questi temi la trattativa si era arenata l’altra notte quando la Uil aveva chiesto di consultare la base e pure piloti e assistenti di volo avevano puntato i piedi.
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