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Etihad accelera su Alitalia, offerta pronta

ROMA — È attesa tra oggi e domani, comunque in settimana, in Alitalia la lettera d’intenti della compagnia emiratina Etihad con la quale, chiusa la fase della due diligence , verrà aperta una trattativa riservata con la presentazione del piano industriale che gli arabi intendono realizzare acquisendo almeno il 40% del vettore tricolore. Ma intanto il governo si prepara già a emanare un decreto per liberalizzare i cieli milanesi modificando la normativa risalente al 2001, almeno durante il periodo dell’Expo 2015.
Secondo indiscrezioni, il consiglio di amministrazione di Etihad si sarebbe riunito ieri proprio per elaborare il passaggio alla «fase due» della trattativa, cioè l’indicazione delle condizioni alle quali sarebbe disponibile all’affare.
Intanto fonti governative negano che l’ipotesi di una fusione col vettore low cost Air Berlin, che Etihad possiede al 29%, sia mai stata prospettata negli incontri tenutisi durante la due diligence . Le stesse fonti sottolineano che né il governo italiano né Alitalia sarebbero interessati a un’operazione con un vettore low cost . Tutto questo non esclude che la proposta di fusione, di cui hanno parlato i giornali tedeschi, non emerga a sorpresa nella lettera di Etihad.
Gli arabi sarebbero molto determinati a ottenere il soddisfacimento delle proprie richieste per quanto riguarda i capitoli dei debiti, del personale e delle rotte. Quanto a quest’ultime, ieri il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che ha tenuto i contatti per il governo insieme con Fabrizio Pagani, caposegreteria tecnica del Tesoro, parlando in audizione alla Camera, ha detto che si sta lavorando a una modifica del decreto Bersani sulla ripartizione del traffico negli aeroporti lombardi per liberalizzare i cieli milanesi durante il periodo dell’Expo 2015. «Ne stiamo parlando con Expo e con la Sea e ne dobbiamo parlare anche con i vettori. Parliamo — ha puntualizzato — di un periodo limitato alla durata dell’Expo». Come ha anticipato il Corriere a febbraio, Alitalia vorrebbe poter utilizzare liberamente gli slot (fasce orarie) che si libereranno a Linate quando verranno ridotti i collegamenti Milano-Roma, ormai presidiati dai treni Alta Velocità. L’intento non sarebbe quello di consentire a Etihad di volare da Linate a Abu Dhabi, dal momento che la pista non sarebbe utilizzabile per i grossi aerei emiratini, quanto quello di potenziare i collegamenti di Alitalia verso gli scali presidiati da vettori del gruppo Etihad: Berlino, Düsseldorf, Zurigo.
Ma Lupi parlando di «cieli» da liberalizzare si riferisce evidentemente anche a Malpensa, dove la partita è un’altra, quella di concedere a grosse compagnie come già Emirates, Singapore Airlines, Air India, di volare verso l’Atlantico e viceversa. Emerge anche la strategia del ministro per evitare la rivolta dei vettori concorrenti circa la rimodulazione del decreto Bersani: le modifiche saranno circoscritte al periodo dell’Expo 2015.
Per il resto Etihad chiede veri tagli di personale (vorrebbe poterli decidere in base all’efficienza dei lavoratori ma è stato spiegato che in Italia gli esuberi vengono identificati in base a criteri fissati con i sindacati) e un abbattimento del debito che Alitalia ha con le banche, tra cui Intesa Sanpaolo e Unicredit, che sono anche soci della compagnia aerea. Di recente l’ad di Intesa, Carlo Messina, ha detto di voler uscire da Alitalia nell’arco di piano: entro il 2017.

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