Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Etica e fisco entrano in banca

Verifica delle procedure della banca al fine di accertarne la conformità alle norme fiscali e adozione di un codice etico contenente le regole deontologiche e quelle da osservare nei rapporti con i clienti. Sono alcune delle importanti novità introdotte dalla Banca d’Italia con il provvedimento recante nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche, datato 2 luglio 2013, pubblicato sul Bollettino di vigilanza n. 7 e da ieri disponibile anche sul sito internet dell’Autorità di vigilanza. Le nuove, attese norme entreranno in vigore il 1° luglio 2014 fatta eccezione per un gruppo di disposizioni il cui rilevante impatto organizzativo e operativo ha suggerito un’entrata in vigore tra il 2015 e il 2016. Tra le norme più innovative e per questo destinate a entrare in vigore solo nel 2015 quelle che introducono l’obbligo per il responsabile della revisione interna (l’internal audit) e possibile per gli altri responsabili delle funzioni di controllo (compliance, risk management e antiriciclaggio), di rispondere o meglio di essere collocati alle dirette dipendenze del consiglio di amministrazione. Ciò sembra voler dire che sarà quest’ultimo anche a dover determinare inquadramento e livello retributivo di chi in banca assume la responsabilità dei controlli.

Le nuove disposizioni rafforzano i poteri della funzione di risk management che sarà chiamata anche a fornire pareri preventivi sulla coerenza delle operazioni di maggiore rilievo e attribuiscono alla funzione di conformità (la compliance) il compiti di presidiare anche il rischio fiscale. Ciò significa, per Banca d’Italia, che la banca dovrà definire procedure volte a prevenire violazioni o elusioni della normativa fiscale e in grado di attenuare i rischi connessi a situazioni che potrebbero integrare fattispecie di abuso del diritto, in modo da minimizzare le conseguenze sia sanzionatorie sia reputazionali derivanti dalla non corretta applicazione della normativa fiscale. Non solo; la compliance della banca dovrà verificare ora anche l’adeguatezza di tali procedure e della loro idoneità a realizzare effettivamente l’obiettivo di prevenire il rischio di non conformità.

Grande impatto è destinata ad avere, soprattutto sui molti professionisti che sono membri di collegi sindacali di banche, poi la norma che attribuisce al collegio sindacale anche le funzioni di organismo di vigilanza 231.

Contrariamente a quanto richiesto dall’Abi e dalle altre associazioni di categoria, Banca d’Italia prevede, infatti, che l’attribuzione dei compiti di odv231 a un soggetto diverso debba essere adeguatamente motivata.

Non più presente invece, contrariamente a quanto prevedeva la bozza del provvedimento, l’obbligo per le banche di istituire un’apposita procedura di allerta interna (cosiddetti whistleblowing) che invece è stata prevista come obbligatoria nel settore della pubblica amministrazione dal decreto anti corruzione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa