Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Estratti conto, il bollo sale al 2 per mille

Alla fine, la manovra sulla tassazione delle rendite finanziarie contenuta nel disegno di legge di stabilità 2014 si riduce all’aumento dall’1,5 al 2 per mille dell’imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari. Sono compresi i depositi bancari e postali (i cosiddetti conti deposito), anche se rappresentati da certificati.
Rispetto alle ipotesi della vigilia, l’aumento è più consistente (fino a ieri mattina si parlava di un 1,65 per mille), probabilmente per compensare la rinuncia all’opzione di inasprire la ritenuta sulle rendite finanziarie, che resterà quindi al 20%. Così rientra (in parte) l’allarme sui possibili effetti negativi per i risparmiatori, lanciato ieri dall’Abi.
Al settore bancario (e assicurativo) è, peraltro, destinata una novità rilevante del Ddl. Riguarda il trattamento fiscale delle rettifiche di valore su crediti, opera sia ai fini Ires sia ai fini Irap e mira a una significativa semplificazione amministrativa. Ha anche l’effetto di ridurre le criticità legate allo stanziamento di imposte anticipate il cui recupero attuale avviene, in linea generale, in 18 anni e il cui ammontare (molto elevato) è una peculiarità dei bilanci bancari.
Ai fini Ires, dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013, svalutazioni e perdite su crediti verso la clientela saranno deducibili nell’esercizio in cui sono imputate in bilancio e nei quattro successivi. Faranno eccezione le perdite da cessione dei crediti, per le quali resta il regime attuale di integrale deducibilità nell’esercizio di realizzo.
Per le riprese di valore, occorre distinguere tra quelle da valutazione e quelle da incasso. La norma stabilisce che le svalutazioni e le perdite dedotte in quinti si assumono al netto delle rivalutazioni dei crediti risultanti in bilancio. Quindi le riprese da valutazione riducono le rettifiche e il netto sarà dedotto in quinti, a prescindere dal fatto che tali riprese si riferiscano a rettifiche pregresse o meno. Le riprese da incasso rilevano come componenti positivi in “via autonoma”.
La norma opera dal periodo d’imposta 2013 anche per le rettifiche su crediti “vecchi”. Alle rettifiche rilevate sino al periodo d’imposta 2012 (in generale i diciottesimi residui) continuano ad applicarsi le “vecchie” regole.
Queste novità varranno anche per le imprese di assicurazione, con riferimento ai crediti verso gli assicurati.
Anche ai fini Irap le svalutazioni e le perdite su crediti verso la clientela saranno deducibili nel periodo d’imposta in cui sono rilevate in bilancio e nei quattro successivi, uniformando quindi il trattamento delle rettifiche di valore su crediti ai fini Ires e Irap. Resta ferma la deducibilità nell’esercizio di realizzo delle perdite derivanti da cessione dei crediti a terzi.
Infine, per la generalità dei soggetti non Ias, è prevista una novità sulle perdite su crediti derivanti da cancellazioni dal bilancio per le quali è riconosciuta la deducibilità all’atto della cancellazione, come già oggi avviene per i soggetti Ias, garantendo così parità di trattamento nei confronti di tutte le tipologie di imprese, a prescindere dagli standard contabili adottati. L’amministrazione potrà comunque applicare l’articolo 37-bis del Dpr 600/1973 e sindacare l’inerenza di tali perdite laddove derivanti da un’operazione antieconomica che dissimuli un atto di liberalità.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa