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Estradizione e rogatorie sprint

Cooperazione rafforzata tra gli Stati per combattere la criminalità transnazionale e tempi rapidi nell’assistenza giudiziaria internazionale. In questa direzione il Consiglio dei ministri di lunedì sera ha approvato uno schema di disegno di legge che contiene una delega al Governo per modifiche al Codice di procedura penale in materia di estradizione e di assistenza giudiziaria.
Il sistema del mandato di arresto europeo adottato grazie alla decisione quadro 2002/584 è ormai una storia di successo da utilizzare come modello anche per i meccanismi ordinari di estradizione. In questa direzione, il ministro mira a velocizzare le rogatorie passive, troppo complesse. Di qui la necessità di un restyling che preveda un dialogo diretto tra le autorità giudiziarie.
Sul fronte dell’assistenza giudiziaria internazionale, un ruolo primario ed esclusivo sarà attribuito all’autorità giudiziaria che potrà rifiutare o sospendere l’esecuzione della richiesta di assistenza se contraria ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dello Stato. Con un ruolo di filtro più limitato del ministero della giustizia che potrà bloccare l’esecuzione di una richiesta di assistenza giudiziaria solo per motivi legati alla «sovranità, alla sicurezza e ad altri interessi essenziali dello Stato».
Il Governo punta, poi, a forme di assistenza ad hoc nei casi di videoconferenze, consegne sorvegliate, intercettazioni telefoniche. Per allineare il codice al principio del mutuo riconoscimento, pietra angolare della cooperazione giudiziaria penale targata Ue, dovranno essere modificate le norme processuali per porre fine alla preventiva valutazione del ministero della Giustizia sulle richieste di riconoscimento di sentenze straniere. Anche qui, il modello arriva dalla decisione quadro 2008/909 sull’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sentenze penali che irrogano pene detentive o misure privative della libertà personale, ai fini della loro esecuzione nell’Unione europea, recepita con Dlgs n. 161/2010, che dovrà guidare le modifiche alla disciplina generale contenuta nel codice processuale penale. Tra i punti qualificanti, l’accantonamento della preventiva valutazione del ministro della Giustizia sul riconoscimento, tanto più che il rispetto dei diritti fondamentali è reso in via preliminare da ogni Stato Ue.
Via libera anche al recepimento della decisione quadro 2006/960 sulla semplificazione dello scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli Stati membri dell’Unione europea incaricate dell’applicazione della legge.

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