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Estesa la platea antiriciclaggio Trust più trasparenti

Più ampio il numero e la tipologia dei soggetti obbligati; maggiore trasparenza sui trust; verifica della clientela più stringente; trattamento sanzionatorio più aspro.

Lo schema di decreto legislativo con le modifiche alla disciplina antiriciclaggio, al decreto 231 del 2007, è pronto per la presentazione, già domani probabilmente, in consiglio dei ministri. Il testo recepisce la Quinta direttiva, adeguando l’ordinamento interno dopo una procedura di consultazione pubblica sul sito del Mef.

Nel dettaglio, nell’elenco di chi è tenuto a rispettare i vincoli di segnalazione rientreranno i cosiddetti wallet provider, i prestatori di servizi di portafoglio digitali (chi detiene cioè chiavi crittografiche private per conto dei clienti con l’obiettivo di procedere anche al trasferimento di moneta virtuale, bitcoin in testa), assimilandoli in questo modo ai prestatori di servizio di cambio tra valute virtuali e legali.

Vincoli estesi ancora a chi commercia in cose antiche e opere d’arte o agisce, nel medesimo campo, come intermediario, in forma, per esempio, di galleria d’arte o di casa d’asta, e, alle succursali dei broker assicurativi con sede in Paesi dell’Unione. Nel perimetro degli adempimenti poi rientreranno anche gli intermediari immobiliari per i casi di operazioni di affitto superiori a 10.000 euro.

Per quanto riguarda i trust, la proposta di modifica punta a rendere più trasparente l’utilizzo dell’istituto, escludendo la previsione dell’accesso solo riservato alla sezione del Registro delle imprese contenente le informazioni sulla titolarità effettiva e, di conseguenza, stabilendo l’accessibilità pubblica alle medesime informazioni; inoltre andrà consentito l’accesso alle informazioni sul titolare effettivo di trust e soggetti giuridici analoghi (dovrà essere un decreto del ministero della Giustizia a individuare le caratteristiche di questi ultimi), ai privati, compresi quelli portatori di interessi diffusi, titolari di un interesse giuridico rilevante.

Detto che lo schema di decreto legislativo prevede l’introduzione nei meccanismi di governance di procedure antiriciclaggio modellate sulla specificità dei gruppi societari, con riferimento all’articolo 23 del decreto 231/2007 sono, inoltre, modificate le soglie per l’identificazione dei titolari di carte prepagate e la soglia di riferimento per l’identificazione del soggetto che effettua operazioni di pagamento a distanza.

Limitata l’applicazione della specifica disciplina rafforzata, prevista per i rapporti di corrispondenza, a quei soli rapporti che comportano l’esecuzione di pagamenti.

Pertanto la modifica proposta nello schema di decreto, fa riferimento a questi soli rapporti di corrispondenza, stabilendo che le misure di adeguata verifica sono adottate al momento dell’avvio del rapporto.

Sul versante delle sanzioni a carico degli operatori non finanziari vigilati, il decreto prevede un intervento più severo per il mancato rispetto delle misure in materia di organizzazione, procedure e controlli interni: la Banca d’Italia potrà così infliggere una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 350.000 euro.

Nei casi di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime, la sanzione di cui al presente comma può essere aumentata fino al triplo del massimo edittale oppure fino al doppio dell’importo dei profitti ricavati dalle violazioni accertate, quando questo importo è determinato o determinabile.

Giovanni Negri

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