Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Estate in sofferenza (per 133 miliardi)

Di estati calde, le banche italiane, ne hanno già messe in fila cinque o sei dall’inizio della crisi. Ma la striscia sembra destinata ad allungarsi. I nodi stanno venendo al pettine e chi in passato non ha preso contromisure, deve farlo ora, rapidamente. È il caso del Monte dei Paschi di Siena e della Popolare di Milano, entrambe alle prese con nuovi assetti di governance per ora solo intuiti. L’assemblea di Mps della scorsa settimana ha aperto uno squarcio su un panorama rimasto immutato dal 1472, abolendo il tetto al possesso azionario per i soci diversi dalla Fondazione. La verifica ispettiva della Banca d’Italia, i cui risultati saranno presentati giovedì prossimo, potrebbe cambiare il futuro della Bpm, ancora saldamente ostaggio dei dipendenti variamente organizzati e dei pensionati.
Il nodo dei crediti
Le condizioni di Mps e Bpm sono le punte di un sistema che deve rapidamente tornare alla redditività, bloccato com’è da 133 miliardi di euro di sofferenze: denari prestati, che difficilmente verranno restituiti da imprese e famiglie alle banche. La mancanza di lavoro, le pallide prospettive di qualsiasi industria, stanno avvitando su se stesso un’economia matura, che soffre la concorrenza a basso costo e che non riesce a intravedere prospettive di sviluppo. Chi farà la prima mossa? Come si romperà la catena? Domande al momento senza risposta. Nelle scorse settimane i massimi esponenti dei primi due gruppi bancari italiani, Federico Ghizzoni (Unicredit) ed Enrico Cucchiani (Intesa) hanno evidenziato con un certo sollievo il primo rallentamento della crescita delle sofferenze. Un segnale ancora insufficiente, ma importante.
Le banche in questi ultimi mesi hanno lavorato sul fronte dell’efficienza, della produttività, dello sviluppo della distribuzione attraverso nuovi canali. Hanno razionalizzato una presenza eccessiva e persino riscoperto il business dei mutui, arrivando a offrire condizioni impensabili qualche anno fa, in alcuni casi regalando gli elettrodomestici (Crédit Agricole), in altri assumendosi dei rischi che mai prima d’ora venivano considerati, come il finanziamento a lavoratori a termine (Ubi). Poco è cambiato. Eppure le condizioni offerte in alcuni casi sono straordinarie.
Anche sul fronte della forza lavoro gli istituti di credito non sono rimasti fermi. I dipendenti sono diminuiti, ma a fronte di tanti pensionamenti, diversi giovani stanno entrando nel ciclo produttivo, l’ultima iniziativa è di Bnl, con 25 neolaureati con meno di trent’anni individuati nei Recruiting day e avviati a un percorso di formazione a cura della banca.
Si sta preparando il terreno in attesa di una svolta che non dipende (solo) dalle banche. L’estate che inizia sarà per molti il momento di cambiamento. In attesa dei conti dei primi sei mesi dell’anno e di una ripresa, dopo la pausa, ancora avvolta nelle incertezze.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa