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Essilux pensa al dividendo Milleri verso l’incarico di ad

MILANO — Essilor Luxottica annuncia ricavi del terzo trimestre migliori delle attese, vede rosa per il 2021, conferma le sinergie sui costi dell’integrazione da 420-600 milioni e grazie a flussi di cassa in aumento, non esclude neppure di pagare un dividendo 2020, anche se rinvia la decisione della cedola al consiglio di amministrazione che si terrà a dicembre.
Il gigante delle lenti e delle montature che fa capo a Leonardo Del Vecchio (32,1% del capitale) ha chiuso il trimestre con ricavi in calo a 4,08 miliardi (- 1,1% a parità di cambi) e i primi nove mesi con un fatturato giù del 20% a 10,3 miliardi. Nonostante un calo delle vendite dovuto alla chiusura di stabilimenti e negozi, non compensato dalla crescita a due cifre dell’online, a fine settembre il gruppo aveva 8,8 miliardi di liquidità e una posizione finanziaria netta negativa per 3,3 miliardi (comprese passività per leasing). Con questa struttura, non solo c’è spazio per portare avanti l’acquisizione di Grand Vision (il cui prezzo prima della pandemia era concordato a 7,1 miliardi), ma anche per tornare a remunerare i soci. Del resto l’attenzione ai costi che si è accentuata a causa degli effetti del lockdown, conferma la solidità patrimoniale del gruppo, che peraltro potrebbe ottenere uno sconto per l’acquisto del colosso europeo dei negozi di ottica, come ha appena fatto Lvmh con Tiffany.
L’andamento di ottobre, e le prospettive di medio termine, hanno permesso al gruppo di ribadire la visione positiva di medio termine. «Al momento nel mondo ci sono 2,6 miliardi di persone miopi, di cui il 40% in Cina- ha precisato Paul du Saillant, ad di Essilor, e co ad insieme a Francesco Milleri della holding che integra i due gruppi – secondo le stime nel 2050 i miopi saranno 4,7 miliardi». Un bacino potenziale di nuovi clienti enorme, per il leader mondiale dell’ottica che ha 150 mila dipendenti, e continua a programmare nuove acquisizioni. Ai tanti analisti che ieri chiedevano lumi sulla futura governance del gruppo, che la prossima primavera dovrà eleggere il nuovo cda e scegliere l’amministratore delegato du Saillant ha risposto: «Come dimostrano i risultati, io e Francesco Milleri abbiamo lavorato bene insieme, prendendo decisioni importanti e guidando l’azienda in un momento eccezionalmente difficile. La decisione sulla governance futura è un tema che compete al consiglio che sarà eletto a valle dell’assemblea di maggio». Come a dire che squadra che vince non cambia, anche se in molti sono pronti a scommettere che Milleri sarà l’ad e du Saillant il suo vice.
Del resto il presidente Del Vecchio, che come sua vice potrebbe scegliere il presidente di Valuptec Giuliette Favre (il sindacato dei dipendenti francese, padrone del 4,3% Essliux), ha sempre detto che avrebbe rispettato i patti che scadono nel 2021, e che Milleri era il manager sui cui riponeva la sua fiducia. Oltre un terzo degli azionisti di Essilux sono italiani (Giorgio Armani ha un 2%) e Luxottica resta la parte preponderante dei ricavi del gruppo (5,25 miliardi e il 53,5% del consolidato). Non ci sarebbe da stupirsi quindi se la scelta dell’ad del gruppo italo-francese ricadesse sul manager che da 5 anni, per conto di Del Vecchio, guida Luxottica.

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