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Essilux formato Del Vecchio Il “delfino” Milleri nuovo ad

Leonardo Del Vecchio, classe 1935, a 60 anni dalla fondazione di Luxottica realizza il suo sogno. «Abbiamo fatto più negli ultimi cinque anni che nei primi 55» suole ripetere Mister Luxottica, che da oggi sarà Mister Essilux. Con l’assemblea che vota il nuovo consiglio, e il cda che definisce la nuova governance di Essilux, l’imprenditore italiano è il presidente e il primo azionista (al 32,2%) del leader mondiali delle lenti e degli occhiali, con sede in Francia ma timoniere italiano. Il suo braccio destro Francesco Milleri è l’ad: le riserve iniziali di alcuni manager francesi sono venute meno. All’assemblea del sindacato dei dipendenti di Valoptec (terzo azionista al 4% di Essilux) il 90% dei partecipanti ha votato per eleggere Milleri tra gli associati. Le istituzioni pubbliche francesi sono il secondo socio dopo Del Vecchio, e attraverso vari veicoli riconducibili alla Cdc – la Cdp d’Oltralpe – hanno il 4,5% di Essilux e esprimono un loro rappresentate in cda.
Con una nuova governance e una rinnovata intesa, Essilux può ripartire con le spalle talmente forti da potersi permettere anche di sperimentare. È suo il brevetto di una lente che non solo corregge, ma cura e previene l’acuirsi della miopia: una tecnologia proprietaria che Essilux ha scoperto nei suoi laboratori in Cina, che presto verrà autorizzata e distribuita ovunque. Stesso discorso per la startup Usa SightGlass Vision, acquisita a inizio anno insieme a Cooper Companies. Dopo l’estate, invece, partirà la commercializzazione degli occhiali di Facebook. Nessuno in Essilux ha dubbi che le lenti dell’occhiale del futuro diventeranno schermi, parleranno con le cose che gli stanno intorno, la montatura trasmetterà suoni, musica, informazioni. Un futuro che è più vicino di quello che sembra e a cui ad Agordo lavorano da anni insieme ai migliori ingegneri della Silicon Valley.
Prima di luglio Essilux dovrebbe trovare una quadra su GrandVision, il gruppo di retali su cui ha lanciato un’offerta da 7 miliardi di euro, ma che ora è impegnato in un abitrato per controversie sorte durante il periodo del Covid. Col l’operazione Essilux diventerebbe un gruppo da 20 miliardi di ricavi in un mercato mondiale stimato in 100 miliardi, che è destinato a triplicare. «Se un’acquisizione è buona è buona sempre» suole ripetere Del Vecchio, che però aspetta l’esito dell’arbitrato.
Ora che il gruppo ha integrato tutta la gamma dei prodotti dell’ottica (tranne le lenti a contatto, che potrebbero essere una futura diversificazione), Essilux si rafforza nella vendita di servizi, dal layout dei negozi, al software per rifornirli (come ha iniziato a fare con il programma Star), all’assicurazione sanitaria come EyeMed negli Usa. Il colosso punta ad essere magazzino, piattaforma digitale e anche e-commerce per tutti gli ottici propri e di terzi. Durante la pandemia le migliaia di dottori del gruppo negli Usa, da remoto, hanno potuto aiutare i clienti in negozio. LensCrafters, è uno dei pochi ottici rimasti aperti nel lockdown, così come Salmoiraghi & Viganò in Italia, per dare un se rvizio essenziale come la cura e la correzione della vista.
Il primo pensiero di Del Vecchio durante la pandemia è stato proteggere le persone. Fatto quello il gruppo ha deciso che restare aperti era un dovere, che andava oltre il business. Dai tamponi, all’assistenza sanitaria per i dipendenti e le famiglie (compresa l’integrazione della cassa integrazione ig che in Italia è costata 150 milioni), Essilux è stata vicina ai suoi 140 mila dipendenti, che per Del Vecchio sono il «bene più prezioso». Un altro tassello di sviluppo potrebbe aggiungersi presto nella formazione: tra Milano e Parigi fervono i preparativi di una nuova piattaforma digitale per formare il personale proprio e dei clienti terzi.
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