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Essilux, Del Vecchio al comando Finita l’era paritetica coi francesi

Si alza il velo sui nuovi equilibri del gruppo Essilor Luxottica. Oggi è in agenda l’assemblea degli azionisti del colosso degli occhiali, un appuntamento che quest’anno ha un significato diverso rispetto al passato per almeno due buoni motivi. Primo, perché l’assemblea avvia ufficialmente una nuova fase per i soci di Essilor Luxottica che a partire da ora “peseranno” per quanto possiedono per davvero. Secondo, legato a doppio filo con il precedente, perché sempre oggi con ogni probabilità emergerà in che misura il fronte francese guidato dalla banca pubblica Bpifrance ha deciso di posizionarsi nell’azionariato del gruppo, se al 3% o oltre il 5%.

E così quando sarà pubblicata nel corso dell’assemblea la slide sull’approvazione del bilancio 2020 di Essilor Luxottica, il pacchetto del 32% del gruppo di proprietà di Leonardo Del Vecchio tornerà a “contare” per quello che è: la quota più importante nel libro soci del gruppo e come tale capace di influenzare equilibri e scelte strategiche del colosso. Questo passaggio assembleare segna per l’azienda fondata da Del Vecchio, e poi fusa con Essilor, una scadenza fondamentale perché con esso termina il cosiddetto periodo iniziale, ovvero il tempo massimo entro cui Delfin aveva accettato con i patti paritetici siglati con i francesi di limitare la sua influenza e il peso al 31% nelle sue mani, che ne fa il primo azionista. Concluso questo “periodo iniziale” Delfin vede ora riconosciuto il suo peso effettivo, con il risultato che la pariteticità con il fronte transalpino viene automaticamente a cadere. La governance, sulla carta, è dunque espressione del primo azionista effettivo di Essilor Luxottica, ovvero Delfin e quindi Del Vecchio. Finora ha infatti governato la regola che assegnava 8 esponenti dell’anima francese e altrettanti di quella italiana. A partire da ora non sarà più così. La nuova lista dei componenti del consiglio, già stilata, batte bandiera italiana ed è espressione del primo azionista effettivo di Essilor Luxottica, ovvero Del Vecchio. Sono 14 i nominativi, di cui cinque non indipendenti tra cui Del Vecchio, Francesco Milleri e Romolo Bardin. Figura poi nella lista Paul du Saillant, e Juliette Favre. Tra gli indipendenti spicca infine la figura di José Gonzalo, direttore esecutivo di Bpifrance, a banca pubblica d’investimento francese che ha annunciato negli scorsi mesi di essere entrata nel capitale del gruppo Essilor Luxottica.

Con questo nuovo assetto e con una governance non più vincolata alla pariteticità, nei prossimi mesi, dunque, sarà interessante verificare come proseguirà la convivenza tra le due anime del gruppo e con quali attori, vecchi e nuovi, si misurerà l’influenza riconquistata del primo socio Delfin. In proposito, Del Vecchio ha già dato segnali importanti su come intende muoversi in questa nuova fase, tant’è che il primo atto formale dell’imprenditore di Agordo è stato quello di affidare al suo delfino, Francesco Milleri la guida del gruppo. Il vertice sarà così rappresentato da Milleri nel ruolo di capo azienda e Paul du Saillant come suo vice. Una investitura ufficiale e pubblica che arriva dopo che proprio intorno al ruolo del Ceo del gruppo si erano misurati in passato i rapporti di forza tra le due anime degli azionisti. Rapporti sfociati in tensioni due anni e mezzo fa proprio sulla scelta del futuro amministratore delegato della allora neonata Essilor Luxottica. La scadenza del periodo iniziale ha spianato così la strada all’ascesa del fidato manager voluto da Del Vecchio. Ma c’è chi è pronto a scommettere che la scelta del Ceo sia solo la prima mossa. In Essilor Luxottica, Del Vecchio è pronto a vestire non solo il ruolo di azionista, ma ad avere l’ultima parola su tutte le decisioni strategiche che contano. Partendo dalle acquisizioni e dalla futura crescita del gruppo, due temi a cui è particolarmente sensibile da sempre, fino alla scelta delle montature degli occhiali, che ancora oggi segue da vicino.

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