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EssiLux conquista GrandVision Acquisizione da 8 miliardi

Del Vecchio: «Operazione che completerà la rete retail in tutte le aree geografiche»
Nel primo semestre ricavi per 8,766 miliardi (+7,3%), prosegue la licenza Bulgari

EssilorLuxottica archivia sei mesi di crescita, con ricavi in aumento del 7,3% a quota 8,776 miliardi, e dà il via libera all’acquisizione di GrandVision, un’operazione che sarà sostenuta da un prestito ponte di circa 8 miliardi di euro e permetterà al gruppo di «completare la rete retail in tutte le aree geografiche» e di rendere le piattaforme del gruppo «multicanale, digitali e pienamente efficaci», come ha spiegato ieri il presidente esecutivo, Leonardo Del Vecchio.

L’operazione richiederà tra i 12 mesi e i 24 mesi per essere perfezionata. L’accordo prevede che EssilorLuxottica rilevi dall’olandese Hal holding il 76,72% in GrandVision a un prezzo di 28 euro, da aumentare dell’1,5% (quindi a 28,42) nel caso in cui la chiusura non si verifichi entro 12 mesi. Il controvalore è di circa 5,5 miliardi. Si tratta di un premio del 33% rispetto al prezzo di chiusura del titolo al 16 luglio scorso. Dopo il perfezionamento (l’operazione è soggetta all’autorizzazione dell’antitrust) EssilorLuxottica lancerà un’opa obbligatoria sulle azioni rimanenti in circolazione, per un esborso di circa 7,1 miliardi (al netto del debito del target). La società sottolinea la complementarietà delle attività di GrandVision: EssilorLuxottica gestisce oltre 10mila negozi e diverse piattaforme proprietarie online, con forte presenza in Nord e Sud America, mentre GrandVision, che porta in dote oltre 37mila dipendenti e 3,7 miliardi di fatturato , gestisce oltre 7.200 negozi di ottica in 40 paesi con forte presenza in Europa e America latina. Per questo motivo i vertici ritengono che non vi dovrebbero essere particolari criticità nell’istruttoria dell’antitrust e non prevedono «riduzioni di organico significative»: le sovrapposizioni dovrebbero essere minime, anche perchè c’è un evidente differenza di target e di mission tra le due società. «Cercheremo di realizzare l’operazione in un tempo limitato» ha assicurato ieri Laurent Vacherot, ceo di EssilorLuxottica International, aggiungendo che il piano industriale del gruppo, che a valle dell’operazione cuberà quasi 20 miliardi di ricavi, sarà presentato il 25 settembre a Londra. In quell’occasione verrà fatto il punto sulle sinergie realizzate nell’integrazione tra Luxottica ed Essilor e saranno indicate le linee strategiche: ieri la società ha confermato sinergie nel range tra 420 e 600 milioni di incremento dell’utile operativo adjusted nei prossimi 3-5 anni. «Nella prima metà dell’anno – spiega la società – il gruppo ha implementato un’organizzazione strutturata e messo in atto un processo solido per guidare l’integrazione». Un impegno confermato indirettamente dall’operazione annunciata ieri. Difficile, invece, stimare le sinergie dell’acquisizione di GrandVision: secondo Pierluigi Longo, head of m&a di Essilux «i risultati saranno simili a quelli raggiunti dall’acquisizione di Salmoiraghi Viganò».

Nonostante le dimensioni del gruppo consentano di finanziare l’operazione a debito, a sostegno dell’acquisizione (Citigroup è stata financial advisor lato Essilux) è stato ottenuto da un pool di istituti un finanziamento ponte, al quale si affianca un aumento di capitale fino a 2 miliardi. Prima della chiusura dell’operazione, GrandVision è autorizzata a pagare dividendi sia per il 2019 (35 centesimi per azione) che per il 2020 (37 centesimi). In occasione dell’assemblea del 2020, saranno nominati 4 membri da EssilorLuxottica e 2 membri dall’attuale consiglio di sorveglianza, Kees van der Graaf e Rianne Meijerman, indipendenti; van der Graaf confermato presidente.

Per quanto riguarda i conti, Essilux ha chiuso il primo semestre con ricavi per 8,7 miliardi, in rialzo del 7,3% a cambi correnti o del 3,9% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2018. Il gruppo, che proprio ieri ha annunciato il rinnovo anticipato dell’accordo di licenza con Bulgari, ha registrato un’accelerazione nel secondo trimestre con una crescita a cambi costanti del 4,1% contro quella del 3,7% del primo trimestre. L’utile netto adjusted è stato di 1,099 miliardi. «Ci aspettiamo una seconda metà dell’anno di ulteriore crescita e forte miglioramento della redditività – ha detto Leonardo Del Vecchio -, anche grazie al lancio sul mercato di una nuova generazione di prodotti».

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