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Espresso, utili a 3,7 milioni in crescita i ricavi del settore tv

In un contesto fortemente critico il Gruppo Editoriale L’Espresso ha chiuso il primo semestre con un risultato positivo per 3,7 milioni a fronte di un fatturato in calo del 12% a 369,4 milioni. Un risultato negativo ma migliore rispetto all’andamento generale del settore, che ieri è stato festeggiato dagli investitori di Borsa dove le azioni sono salite del 2,4% a 0,85 euro. Secondo i datiufficiali diffusi da Nielsen, tra gennaio e maggio gli investimenti pubblicitari hanno registrato una contrazione del 17,2%, soprattutto per colpa della contrazione della raccoltasulla stampa (-23,7%) sulle radio (-14,6%) e anche su Internet (-0,3%) che ha subìto una battuta d’arresto. E così nel semestre la raccolta pubblicitaria del Gruppo ha subito una contrazione del 16,5% a 209,6 milioni soprattutto per quanto riguarda i periodici e meno segnatamente per i quotidiani locali. Flessione anche per le radio del Gruppo (-13,7% su un mercato giù del 14,6%), mentre la pubblicità sui siti Internet del gruppo è aumentata del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2012. Le vendite in edicola sono scese invece del 7% a 144,4 milioni. Tuttavia secondo i dati Audipress e Ads, Repubblica si conferma il primo quotidiano per numero di lettori medi giornalieri (2,8 milioni) e per copie vendute anche rispetto agli abbonamenti digitali (46mila). Aumentano infine gli altri ricavi (+15,4% a 15,5 milioni) grazie all’affitto dei multiplex digitali a soggetti terzi. L’attenta politica del contenimento costi, chenel semestre sono stati tagliati ancora del 7,8%, ha permesso alla società di chiudere il semestre con un margine lordo in calo a 33,3 milioni (dai 60,8 milioni del 2012) e un risultato operativo di 17,8 milioni (da 42,1). Positivo il calo dell’indebitamento consolidato che a giugno è sceso a 86 milioni rispetto ai 108 milioni di fine dicembre.
Alla luce di questi risultati il Gruppo guidato da Monica Mondardini resta prudente per l’intero 2013, dal momento chel’evoluzione della raccolta pubblicitaria non lascia intravedere segnali di ripresa. Se alla luce del difficile contesto economico le prospettive future restano «incerte», tuttavia secondo il gruppo editoriale per la restante parte del 2013 il calo registrato nel primo semestre «potrebbe ragionevolmente attenuarsi ». A fronte della seconda ondata di recessione manifestasi alla fine del 2011, il Gruppo L’Espresso ha da un parte accelerato sullo sviluppo digitale e dall’altra sul taglio dei costi. E un ulteriore contenimento delle spese, così come il potenziamento delle attività multimediali, restano l’imperativo della società «che prevede di intraprendere nuove e incisive azioni» di riduzione delle uscite. Da segnalare infine che le spese per il personale nel semestre sono scese del 2,8% a 131 milioni e a fine giugno rappresentavano circa un terzo rispetto ai costi generali del gruppo.
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