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Espresso, tiene l’utile operativo. Cassa positiva per 15 milioni

ROMA.
Migliora la posizione finanziaria e l’utile operativo resta stabile: il gruppo Espresso ha presentato i conti del primo trimestre 2016 e archiviato il bilancio del 2015, approvato ieri all’unanimità dall’Assemblea degli azionisti. In un contesto che per il settore dell’editoria resta difficile, fra gennaio e marzo il Gruppo presieduto da Carlo De Benedetti ha realizzato un utile operativo consolidato di 10,3 milioni, in leggera crescita rispetto allo stesso periodo del 2015 (10 milioni) e ha chiuso il trimestre con un utile netto di 6,1 milioni (12 l’anno scorso). Quanto ai ricavi consolidati, pari a 140,8 milioni, la trimestrale ha registrato un calo del 3,5 per cento sullo stesso periodo del 2015 (145,9 milioni), con una attenuazione della flessione rispetto a quanto registrato negli esercizi precedenti.
I ricavi pubblicitari, nel complesso, sono diminuiti del 2,5 per cento. La stampa, riflettendo l’andamento generale del mercato dei quotidiani, ha registrato una flessione del 7,8 per cento; la raccolta su Internet ha mostrato un incremento del 7,9 per cento, quella sulla radio è cresciuta del 2,9.
Netto il miglioramento della posizione finanziaria che a fine marzo risultava positiva per 15,5 milioni contro l’indebitamento di 10,7 milioni messo in conto alla fine del 2015. Un punto di forza, questo, che si è via via consolidato negli anni della crisi . «Negli ultimi sette anni la posizione finanziaria è migliorata di 265 milioni» ha precisato Monica Mondardini, amministratore delegato del Gruppo.
Quanto al 2015 l’Assemblea dei soci ha approvato un bilancio che vede ricavi netti consolidati a 605,1 milioni di euro (in discesa del 6 per cento rispetto al 2014) e un utile netto consolidato di 17 milioni, contro gli 8,5 milioni dell’esercizio precedente. L’Assemblea ha deliberato di coprire interamente la perdita d’esercizio della capogruppo con l’utilizzo delle riserve disponibili. Non saranno distribuiti nè utili nè riserve.
Bilanci a parte, parlando della futura fusione fra il Gruppo Espresso e il Gruppo Itedi che edita i quotidiani “La Stampa” e “Il Secolo XIX” (il memorandum è stato firmato ai primi di marzo), Carlo De Benedetti ha ricordato che l’operazione che «darà vita al primo gruppo editoriale del Paese» avrà il suo “closing” entro il primo trimestre del 2017 e che per quella data il nuovo gruppo editoriale rientrerà nei limiti previsti dalla legge sull’editoria.
Tale legge prevede che un unico soggetto non possa superare il limite massimo del 20 per cento della tiratura complessiva dei giornali quotidiani in Italia, ed andrà calcolato sulle tirature del Gruppo del 2016. De Benedetti ha aggiunto infine «L’operazione è un salto in avanti, è la prova che il gruppo Espresso è un gruppo ben gestito e indipendente».
Monica Mondardini e Carlo De Benedetti
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