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Espresso, 4,5 milioni di utile nei 9 mesi

ROMA — Conti in attivo, nonostante la crisi e la pesante recessione che ha colpito il mercato editoriale. Nei primi nove mesi dell’anno il gruppo Espresso ha messo a segno un utile netto di 4,5 milioni di euro, in flessione rispetto ai 26,4 realizzati nello stesso periodo del 2012. I ricavi netti consolidati sono stati pari a 524, 4 milioni, in calo dell’11,7 per cento rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno; la posizione finanziaria è migliorata, con un indebitamento diminuito a 61,7 milioni di euro rispetto ai 108,1 registrati a fine dicembre 2012.
Dati che vanno letti in un quadro generale molto difficile e «dalle prospettive incerte», sottolinea una nota della società. Il mercato editoriale sta infatti attraversando un lungo periodo nero, segnato dalla flessione della raccolta pubblicitaria e della
diffusione di quotidiani e periodici. In tale contesto il gruppo Espresso presenta risultati positivi rispetto alla situazione generale.
In base agli ultimi dati Audipress e Ads, la Repubblica si conferma primo quotidiano in Italia per numero di lettori medi giornalieri (2,8 milioni) e per copie vendute; L’Espresso è al primo posto fra i newsmagazine con 2,1 milioni di lettori; il network dei quotidiani locali registra 3,1 milioni di lettori medi giornalieri. Il gruppo segnala l’«ottimo» andamento dei siti, che hanno registrato una media di 3 milioni di utenti unici al giorno, in aumento del 26 per cento rispetto al 2012; Repubblica.it, in aumento del 19 per cento, si conferma come primo sito di news in lingua italiana. Quanto alle edizioni digitali, a fine settembre, le testate giornalistiche nel loro complesso superavano la quota dei 90 mila abbonati.
Se nel periodo in questione il mercato registrava una flessione del 9,4 per cento nella diffusione di quotidiani, per il gruppo il calo dei ricavi diffusionali è stato contenuto al 6,9 per cento. I ricavi pubblicitari hanno realizzato meno 15,7 per cento contro il meno 15,8 del mercato, ma va segnalata la raccolta positiva su internet, in aumento dell’1,8 per cento a fronte di una battuta d’arresto (meno 3 per cento) del mercato.
L’andamento del terzo trimestre «conferma le linee di tendenza già riscontrate nel primo semestre », ma le prospettive – segnala il gruppo – restano «incerte », a causa «del perdurare della fase recessiva che comporta scarsa visibilità sull’evoluzione futura degli investimenti pubblicitari ». Per il momento «l’andamento del 2013 sembrerebbe indicare una stabilizzazione degli investimenti pubblicitari ad un livello inferiore di circa il 25 per cento a quelli registrati nel 2011 (il confronto con il 2012, che mette in evidenza una progressiva riduzione del gap, è scarsamente significativo tenuto conto del fatto che, nel corso dell’esercizio, si era registrata una continua contrazione degli investimenti)».

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