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Esportazioni, riparte l’extra Ue

Prosegue il periodo positivo per la bilancia commerciale italiana, nonostante il livello elevato dell’euro. In base alle rilevazioni Istat relative al maggio scorso, gli scambi con l’estero registrano un saldo positivo di 3,7 miliardi, in linea con i 3,9 miliardi di avanzo registrati nello stesso mese del 2013. Un dato superiore a quello rilevato in Germania nello stesso mese.
L’Istat sottolinea inoltre che maggio si è chiuso in attivo sia con i Paesi extra Ue (+2,5 miliardi) sia con quelli Ue (+1,2 miliardi). La bilancia commerciale, al netto dei prodotti energetici, è in attivo di 7,9 miliardi. Nel dettaglio, a maggio, le esportazioni salgono del 2,2% e le importazioni del 3,2% rispetto ad aprile.
Interessante rilevare che il made in Italy conferma un importante grado di presenza sui mercati extra Ue, mentre si consolidano i segnali di difficoltà sul quello europeo, sintomo di una crisi ancora diffusa. «Anche se si guarda al dato congiunturale – spiega una nota di Assocamerestero – l’Italia conferma il posizionamento con un incremento dell’export del 2,2% rispetto ad aprile, a fronte invece di una perdita di terreno da parte della Germania (-1,2%) e di risultati meno brillanti di Francia (+0,3%) e Regno Unito (+0,6%). Ciò significa che le imprese italiane, nonostante l’euro forte e il difficile contesto nazionale, sono riuscite, inserendosi nel moderato ciclo di sviluppo delle economie extra Ue, a guadagnare posizioni all’estero grazie alla qualità dei loro prodotti, come dimostra anche il valore medio unitario delle esportazioni, in aumento dello 0,5% rispetto a maggio 2013».
Per Assocamerestero le vendite di prodotti italiani aumentano quindi del 3,1% nei dati destagionalizzati, mentre la Germania si ferma ad un +2,3%.
Secondo l’analisi dell’Istat, l’aumento congiunturale dell’export è trainato dalle vendite verso i mercati extra Ue (+5,4%) mentre quelle verso i paesi Ue registrano una flessione (-0,4%). L’espansione sui mercati esteri è diffusa a tutti i principali raggruppamenti, risultando particolarmente sostenuta per i beni strumentali (+5,7%).
La crescita congiunturale degli acquisti dall’estero è in espansione per entrambe le aree, ma è più marcata per i paesi extra Ue (+4,6%) rispetto a quelli Ue (+2,1%). L’aumento è esteso a tutti i principali raggruppamenti di beni, a eccezione dei beni di consumo non durevoli (-0,7%).
Nel trimestre marzo-maggio 2014, la riduzione congiunturale dell’export (-0,9%) è determinata principalmente dall’area extra Ue (-1,5%). In espansione le vendite di beni strumentali (+1,0%) e di consumo (+0,4%). La flessione dell’import (-1,4%) é più ampia dall’area extra Ue (-2,5%). A maggio 2014, la contenuta crescita tendenziale dell’export (+0,2%) é la sintesi dell’incremento delle vendite verso l’area Ue (+2,4%) e di un’analoga diminuzione verso l’area extra Ue (-2,3%).
Belgio (+16,9%), Paesi Eda (+12,8%), Cina (+8,9%), Stati Uniti (+7,7%) e Germania (+5,5%) sono i mercati più dinamici all’export del made in Italy. Risultano in forte espansione le vendite di articoli sportivi, giochi e preziosi (+7,5%), di autoveicoli (+5,6%) e di articoli di abbigliamento (+5,1%). Gli acquisti da Repubblica Ceca (+9,6%) e Polonia (+8,2%) sono in rilevante aumento.

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