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Esodati, tutele per 10.130 lavoratori

Si amplierà di 10.130 lavoratori la platea degli esodati salvaguardati con l’emendamento al ddl stabilità presentato dai relatori e approvato ieri dalla commissione bilancio della camera. Sale così a oltre 130 mila il totale dei lavoratori a cui si applicheranno le regole di accesso alla pensione vigenti prima della riforma Fornero nonostante i requisiti per il collocamento a riposo siano stati maturati dopo il 31 dicembre 2011. Ad alzare il velo sulla consistenza numerica di questo terzo scaglione di esodati (dopo i 65 mila messi al sicuro dal dl Salva Italia e gli ulteriori 55 mila aggiunti dalla spending review) è la relazione tecnica all’emendamento depositata ieri dai relatori Renato Brunetta (Pdl) e Pier Paolo Baretta (Pd). Il nuovo plotone di tutelati comprende 2.560 lavoratori cessati dal lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi stipulati entro il 31/12/2011 (si veda ItaliaOggi di ieri). A cui si aggiungono 5.130 ex dipendenti che hanno risolto il rapporto entro il 30 giugno 2012 e successivamente svolto un’altra attività. Costoro rientreranno nella platea a condizione che l’attività svolta non sia riconducibile a un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e che non abbia generato redditi lordi superiori a 7.500 euro l’anno. Completano il quadro ulteriori 2.440 volontari senza reimpiego a tempo indeterminato e con limite annuo lordo non superiore a 7.500 euro ovvero in mobilità in attesa di effettuare il primo versamento volontario. La relazione quantifica anche i costi massimi dell’operazione che saranno pari a 64 milioni per il 2013, 134 mln per il 2014, 135 mln per il 2015, 107 mln per il 2016, 46 mln per il 2017, 30 mln per il 2018, 28 mln per 2019 e 10 mln per il 2020.

Le nuove tutele per gli esodati non produrranno effetti sui 120 mila lavoratori già salvaguardati. Il chiarimento è arrivato da un subemendamento del Pd approvato dalla commissione nonostante il parere contrario di governo e relatori per i quali si sarebbe trattato di una precisazione superflua visto che «la norma era già chiara». Una posizione non condivisa dalla deputata del Pd Maria Luisa Gnecchi che ha presentato il subemendamento. «Questo emendamento dei relatori», ha spiegato, «inserisce per le tutele anche la mobilità in deroga, che finora è sempre stata esclusa. Volevamo che fosse chiaro che per i 65 mila e gli altri 55 mila esodati fossero valide le stesse regole stabilite». Contro l’emendamento che amplia la platea di lavoratori tutelati si è schierata la Lega secondo cui si tratta «dell’ennesima presa in giro che lascia senza copertura 250 mila persone. Purtroppo, quando si è trattato di votare, la maggioranza ha scelto di salvare il ministro Fornero e di condannare gli esodati», hanno dichiarato in una nota congiunta i deputati del Carroccio, Massimo Bitonci, Massimiliano Fedriga, Roberto Simonetti, Claudio D’Amico e Maurizio Fugatti.

Approvato anche un altro sub-emendamento che prevede il blocco della rivalutazione dei vitalizi per le cariche elettive regionali e nazionali per il 2014.

In attesa di trovare l’accordo sull’emendamento fiscale, la commissione bilancio ha sospeso i lavori ieri pomeriggio aggiornando la seduta a stamattina. Il via libera in commissione dovrebbe arrivare entro stanotte per consentire al testo di approdare in aula entro domani al massimo. Scontato il ricorso al voto di fiducia che, come già annunciato dal governo, dovrebbe essere triplice. L’obiettivo dell’esecutivo è consentire il varo definitivo del provvedimento e la trasmissione al senato nel pomeriggio di giovedì 22 novembre. Così ha deciso la Conferenza dei capigruppo che ha rinviato a una nuova riunione in programma mercoledì 21 la decisione su orario e modalità del voto finale di giovedì.

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