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Esodati, la Ragioneria boccia la proposta Damiano

ROMA — «Copertura ampiamente insufficiente» e rischio di «compromettere non solo gli effetti della riforma Fornero», ma anche delle altre intervenute «negli ultimi dieci anni». Oltre a quello di «rendere arduo e problematico il rispetto del Fiscal Compact ». E dunque di mettere l’Italia nei guai con l’Europa. La Ragioneria dello Stato boccia il progetto di legge bipartisan 5103 – cosiddetto Damiano, deputato Pd, tra i proponenti – presentato per ampliare la tutela degli “esodati” presenti e futuri. Ma che di fatto rischia di smontare la riforma Fornero, reintroducendo per tutti gli scalini dell’abolita anzianità. Non solo. La Ragioneria bacchetta anche la relazione Inps, trasmessa ieri dal ministero del Lavoro alla commissione Bilancio della Camera. Perché i 30 miliardi nel decennio 2013-2022 calcolati dall’Istituto di previdenza, come costo effettivo del ddl, contro i 5 miliardi difesi da Damiano, e i 186 mila esodati in più da “salvaguardare” (oltre i 120 mila sin qui già protetti dal governo con due decreti) sarebbero addirittura sottostimati. Per queste ragioni, conclude il Ragioniere generale Canzio, «il provvedimento non può avere ulteriore corso». Un altro assist alla Fornero arriva poi da Bruxelles. «Non siamo al corrente di alcuna intenzione » del governo di riaprire il dossier pensioni. Anzi, la riforma è «ambiziosa», ma la Commissione Ue è «fiduciosa che le sfide possano essere vinte». Divampa, intanto, la bufera politica e sociale.
«Il governo faccia qualcosa, non può limitarsi a dire che non c’è copertura per il ddl», chiede Bersani, segretario del Pd. «Nel 2013 avremo migliaia di persone senza salari, senza pensioni e senza ammortizzatori». Il ministro dell’Economia Grilli promette
«un fondo ad hoc per gli esodati già nella legge di stabilità». Che in serata arriva. Ma non si tratta di un fondo nuovo, né si aggiungono risorse extra. Il riferimento è al “Fondo Letta” creato nel 2009 e da rifinanziare alla bisogna (nel 2011 furono aggiunti 1,1 miliardi), per esigenze varie. Troppo poco per placare le proteste.
Come quella di ieri davanti a Montecitorio, nel presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil con molti “esodati” indignati. «Il Parlamento insista, vada avanti con la sua proposta, definisca una norma generale che garantisca il mantenimento delle condizioni precedenti», incalza Camusso (Cgil). «E il governo trovi le risorse anno per anno. Basta una patrimoniale ». «Non ci si nasconda dietro l’Europa » , aggiunge Proietti (Uil). «La Commissione Ue ha detto che il nostro sistema pensionistico è sostenibile. Oggi vogliamo chiedere che siano sbloccate parte delle risorse tolte con la riforma, per gli esodati». «Ci hanno detto che vogliono trovare altri soldi, è un fatto di grande valore», rassicura Bonanni (Cisl), dopo l’incontro col governo. Ma in piazza arrivano i fischi. «Siamo 4.200 ex lavoratori dell’Alitalia, tutti non riassorbiti dagli accordi Cai di quattro anni fa», racconta Gabriella Petrarulo del comitato “Overbooked”. «Lo abbiamo ribadito a Bonanni che ci ha detto che siamo stati tutti assorbiti. Ma non è vero».
Le tensioni sembrano destinate a crescere. Il deputato Pdl Cazzola, che ha ritirato la firma dal ddl e che per primo ha avvertito del rischio finanziario, rilancia: «Il nodo si scioglie con realismo e gradualità». Mentre Damiano ribatte: «Sugli esodati non molliamo, anzi chiediamo il confronto di merito con il governo. Non vogliamo smontare la riforma Fornero e cambieremo le norme bocciate».

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