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Esodati da moratoria

Autonomi, imprese individuali, partite Iva possono ritenersi i nuovi «esodati delle moratorie bancarie». Tali soggetti, spesso e volentieri hanno acceso sui beni immobiliari posseduti mutui per ottenere liquidità da riversare all’interno delle proprie imprese. Peccato che ai fini delle moratorie bancarie concesse causa Covid si debba registrare una impar condicio tra persone giuridiche e persone fisiche. Chi come persona giuridica ha optato per la moratoria dei propri impegni bancari nel marzo 2020 (decreto «salva italia») ha goduto di continue proroghe, fino alla legge di bilancio 2021, e contestualmente di molta tolleranza nella vigilanza sul patrimonio per non inficiare i rating di affidabilità. Dall’altra parte le persone fisiche (partite Iva ecc.), grazie all’accordo Abi-Associazioni dei consumatori, hanno sì potuto beneficiare della moratoria, ma la proroga di tale iniziativa non include i soggetti prossimi alla scadenza del primo round di moratoria. Coloro che a marzo 2020 si sono trovati in situazioni di precarietà, hanno prima optato per una moratoria interna proposta dalla propria banca di riferimento e poi, dall’aprile successivo, tale moratoria è stata assorbita dalla moratoria di categoria della durata massima di 12 mesi. L’effetto? La banca potrà concedere un eventuale rinnovo della moratoria ma non potrà esimersi da una rivisitazione del merito di credito. Col rischio per il soggetto interessato di entrare nel mondo dei crediti deteriorati. Non solo. A cascata potrebbero essere coinvolte altre linee di credito dell’affidato. Si pensi ad esempio a una società in nome collettivo con uno dei soci colpito da una retrocessione del proprio rating bancario: in questo caso verrebbe inficiato anche il merito di credito della società. Uno stillicidio che alimenterebbe un circolo vizioso destinato a colpire duramente le piccole imprese. A questo punto, appare ingiustificato considerare esaurito il contesto in cui è lecito adottare politiche straordinarie in materia di vigilanza bancaria. Vi sono numerosi settori (commercio, servizio, turismo…) che non sono riusciti a rialzare la testa e i ristori non sono certo adeguati alle colossali perdite. Siamo di fronte a una miriade di persone fisiche, partite Iva e autonomi ancora bisognosi di prorogare il congelamento dei propri impegni bancari. Chi è salito sul treno delle moratorie un anno ne scenderà a fine giugno 2021 ma nel frattempo il proprio rating potrebbe risultare pericolosamente intaccato.

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