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Esm al via con l’incognita banche

Dopo un lunghissimo processo di ratifiche nazionali, il Meccanismo europeo di stabilità (Esm) ha visto finalmente la luce ieri. La nuova istituzione dell’unione monetaria è chiamata a essere un fondo monetario europeo in aiuto ai paesi più fragili. Il cattivo andamento dei mercati finanziari nella giornata di ieri potrebbe essere indice anche di una certa cautela nei confronti di uno strumento ancora tutto da valutare nella pratica. Moody’s e Fitch hanno concesso la Tripla A alla nuova istituzione finanziaria, la prima delle due agenzie con prospettive negative.
L’unione monetaria – ha detto il presidente dell’Esm Jean-Claude Juncker – «si è dotata ora di un parafiamme efficace e permanente, un elemento cruciale nella nostra strategia volta a garantire la stabilità finanziaria nella zona euro». Il primo ministro lussemburghese, ieri proprio a Lussemburgo per una riunione dell’Eurogruppo, ha poi aggiunto: «L’Esm sarà certamente considerato come una presenza rassicurante dentro e fuori dalla zona euro». Secondo Juncker, l’Esm è un «tassello mancante» nell’architettura dell’unione monetaria.
A regime, il nuovo fondo monetario europeo avrà a disposizione fino a 500 miliardi di euro per aiutare in vari modi i paesi in crisi finanziaria. Tra le altre cose, potrà acquistare debito sui mercati primari e secondari, garantire almeno parzialmente emissioni obbligazionarie, concedere temporanee linee di credito. L’Esm avrà un doppio sistema di voto. Molte decisioni dovranno essere prese all’unanimità, me nei casi più urgenti i 17 paesi della zona euro potranno optare per una maggioranza qualificata dell’85%.
Da un punto di vista politico, l’Esm rappresenta «una pietra miliare» nel processo di integrazione dell’unione monetaria, secondo lo stesso Juncker. A differenza per esempio della Banca centrale europea, gli azionisti della nuova istituzione sono i 17, non i 27. L’avvio del nuovo fondo «sancisce dopo neppure due anni di intenso lavoro il passaggio da una gestione della crisi di breve periodo a una stabilizzazione della zona euro nel lungo periodo», ha detto da Berlino Steffen Seibert, il portavoce del cancelliere Angela Merkel, parlando di «buona giornata per l’Europa».
Da un punto di vista operativo, i governi devono chiarire ancora alcuni aspetti operativi. La nuova istituzione europea potrà ricapitalizzare direttamente le banche, una volta però che la sorveglianza bancaria sarà effettuata dalla Bce. Ieri, in una conferenza inaugurale a Lussemburgo, il direttore generale dell’Esm Klaus Regling ha detto che la centralizzazione della vigilanza creditizia è «un processo complesso» e che ci vorrà quindi «tempo» perché l’Esm possa contribuire a spezzare il circolo vizioso tra bilanci bancari e bilanci sovrani.
Quasi a voler smorzare il tentativo di una fetta dell’establishment europeo di rallentare i negoziati su questo fronte – in particolare quello tedesco preoccupato da scelte troppo affrettate, ieri il ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan ha affermato: «I mercati si aspettano che metteremo in pratica quanto deciso» nel vertice europeo del 29 giugno, ha detto Noonan a mo’ di avvertimento. Fitch Ratings ha assegnato il rating Triplo A al debito dell’Esm, ritenendo stabili le prospettive del nuovo fondo monetario europeo. Dal canto suo, l’agenzia Moody’s ha assegnato un rating Triplo A al nuovo fondo Esm, ma a differenza di Fitch le prospettive sono ritenute negative.
Nel frattempo, l’Eurogruppo ha preso alcune decisioni. Il Portogallo ha ricevuto il benestare per una nuova tranche di aiuti pari a 4,3 miliardi, mentre su fronte greco, i ministri finanziari della zona euro hanno dato alla Grecia fino al 18 ottobre per mostrare «la sua determinazione ad adottare le riforme promesse» in modo da ricevere nuovi aiuti finanziari.

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