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Esecuzione forzata, meno tagli per i professionisti

Da mercoledì 4 agosto entreranno in vigore i nuovi criteri per determinare e liquidare i compensi delle operazioni delegate ai professionisti dal giudice dell’esecuzione ex articoli 169 bis e 179 bis delle disposizioni di attuazione Cpc: si tratta della vendita di beni immobili e beni immobili iscritti nei pubblici registri. È infatti pubblicato sulla G.U. 172/21 il decreto 104/21 del ministro della giustizia, che modifica sul punto il regolamento 227/15 dopo lo stop del Consiglio di stato. Meno tagli, dunque, agli emolumenti di legali e commercialisti: nell’espropriazione forzata immobiliare il giudice dell’esecuzione può sempre aumentare il compenso fino al 60% in caso di operazioni complesse, ma non può ridurlo più del 25% (mentre prima era previsto il 60% in entrambi i casi). Nella disposizione sui beni mobili registrati è soppresso l’inciso «, ma il compenso liquidato non può essere aumentato in misura superiore al 40%». Si conferma quindi l’attribuzione al giudice dell’esecuzione della possibilità di ridurre gli importi da corrispondere al professionista delegato, ma anche di procedere a una rideterminazione complessiva sia della riduzione sia dell’incremento previsti dagli artt. 2 e 3 del dm 227/15, in modo da realizzare sul punto «un completo allineamento delle due previsioni».

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