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Esclusioni dall’Irap per decreto

Per l’esclusione da Irap limiti ancora da definire: sarà un decreto ministeriale a fissare l’ammontare dei beni strumentali che, di fatto, potranno condurre a non versare il tributo. Fermo restando che, in ogni caso, il primo requisito sarà quello di non avere dipendenti o collaboratori. È questa la formulazione definitiva della parte dell’emendamento al ddl di stabilità che disciplina, appunto, le nuove regole per escludere la debenza del tributo regionale in capo ad imprenditori individuali e professionisti.

Sempre in materia di Irap, peraltro, un’altra parte dell’emendamento innalza le deduzioni per il lavoro dipendente e quelle in riduzione del valore della produzione.

Esclusione da Irap. Si parlava da molto tempo del varo di una disposizione di legge che, in linea di principio, avrebbe dovuto definire i confini entro i quali non si rende dovuta l’Irap, senza lasciare così ad una valutazione di puro fatto l’obbligo al pagamento o meno. In ogni caso, l’introduzione di questi paletti non appare così immediata in considerazione del fatto che il testo dell’emendamento afferma che a decorrere dal 2014 è istituito un fondo finalizzato ad escludere dall’ambito di applicazione dell’Irap le persone fisiche che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo a fronte di due requisiti:

– il mancato impiego di lavoratori dipendenti od assimilati a questi;

– l’impiego, anche mediante locazione, di beni strumentali il cui ammontare massimo è determinato con decreto ministeriale. Nella precedente versione dell’emendamento si parlava di 10 mila euro come limite numerico.

Posto che dunque le nuove regole non appaiono essere applicabili in un breve arco temporale, si tratta di comprendere come la modifica normativa che verrà potrà avere effetti rispetto alla applicazione delle disposizioni contenute nel dlgs n. 446 del 1997 e, in particolare, sull’articolo 2 e cioè sul presupposto del tributo come attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. In altri termini, una prima ipotesi potrebbe essere quella di considerare non organizzata anche una attività con caratteristiche diverse da quelle numeriche che saranno introdotte. Delineando così un sistema nel quale convivono una esclusione automatica da Irap per chi rientra nei limiti dell’emanando decreto ed una esclusione legata ad una valutazione sulla esistenza o meno di una autonoma organizzazione, concetto più ampio nel senso delineato dalla giurisprudenza di legittimità o di merito. In tema, invece, di individuazione di limiti numerici, si deve ricordare come la stessa agenzia delle entrate abbia individuato tali limiti con quelli previsti per l’ammissione al regime dei minimi. In tal senso depone, ad esempio, quanto evidenziato nella circolare n. 45 del 2008 nella quale, peraltro, si ricordavano i due principi fissati dalla giurisprudenza in tema di autonoma organizzazione che esiste quando vi è :

a) impiego, «in modo non occasionale, di lavoro altrui»;

b) utilizzo di «beni strumentali eccedenti, per quantità o valore», le necessità minime per l’esercizio dell’attività.

Sarà dunque interessante come questi principi potranno essere combinati e se dunque prevarrà un concetto «numerico» soprattutto riferito ai beni strumentali ovvero una valutazione in fatto indipendente da tale limite quando lo stesso viene superato.

Riduzioni del tributo. Più agevole individuare l’intervento immediato (anche se con effetto dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013) di riduzione dell’Irap per effetto di due specifiche modifiche:

– la prima riguarda la deduzione dalla base imponibile che va da 8 mila a 2 mila euro al crescere del valore della produzione sino a 181 mila euro. Peraltro, per le persone fisiche e le società di persone le deduzioni questione sono ulteriormente incrementate sempre nei limiti del valore della produzione netta prima richiamato;

– la seconda riguarda le deduzioni riconosciute a fronte dell’impiego di lavoratori che, come base minima, passano da 4.600 euro a 7.500 euro.

 

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