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Escluse le rimanenze iniziali

Le rimanenze finali dell’anno precedente a quello di entrata nel nuovo regime di cassa riducono il reddito minimo delle società di comodo e devono essere sterilizzate ai fini della verifica dello status di società in perdita sistematica. È quanto emerge dalla lettura della circolare 11/E/2017 dell’Agenzia delle entrate sul regime di cassa delle imprese minori. Uno degli aspetti critici è rappresentato dall’impatto nella determinazione del reddito che deriva dal riporto delle rimanenze finali dell’anno precedente, poiché le stesse sono portate in diminuzione del reddito senza alcun limite quantitativo. Se dall’abbattimento delle rimanenze il contribuente dovesse dichiarare una perdita fiscale nel primo anno di applicazione del regime di cassa (probabile per quelle attività in cui il valore delle giacenze può essere significativo), tale perdita non può essere riportata negli esercizi successivi, poiché l’art. 8 del Tuir prevede la sola possibilità di abbattimento della stessa con altri redditi nell’anno di formazione. Su tale aspetto purtroppo la circolare 11 non contiene alcuna apertura, mentre sono stati forniti interessanti chiarimenti per quanto riguarda l’applicazione della disciplina delle società di «comodo» (nel caso di specie limitatamente alle società di persone), sia per quanto riguarda la fattispecie delle società non operative (art. 30 legge 724/94), sia per quanto attiene all’ipotesi delle società in perdita sistematica (art. 2 del dl 138/2011). Il principio che emerge dalla lettura della circolare è la necessità di sterilizzare il reddito della società di un importo pari al valore delle rimanenze che nell’anno di entrata nel regime ha ridotto il reddito della società. Una prima ipotesi riguarda la società non operativa per il periodo d’imposta 2017 (per mancato superamento del test di operatività), ovvero in perdita sistematica per lo stesso periodo (per effetto di perdite dichiarate nel quinquennio 2012-2016), nel qual caso il reddito minimo di cui al comma 3 dell’art. 30 della legge 724/94 deve essere ridotto di un ammontare pari al valore delle rimanenze iniziali che hanno ridotto il reddito. Ad esempio: reddito minimo 80, rimanenze iniziali 30, reddito minimo «rettificato» 50 (80-30). Il secondo caso è quello riferito alle società in perdita sistematica, la cui verifica coinvolge i cinque periodi d’imposta antecedenti a quello di riferimento, con la conseguenza che una società è considerata in perdita sistematica per il 2017 se nei cinque periodi d’imposta precedenti ha dichiarato perdite fiscali. Tuttavia, poiché il nuovo regime di cassa decorre a partire dal periodo d’imposta 2017, l’applicazione della disciplina delle società in perdita sistematica per il 2016 non risente in alcun modo delle novità previste per il regime di cassa per i semplificati. Al contrario, a partire dal 2017 per la determinazione del reddito minimo si rimanda a quanto già descritto in precedenza, mentre dal 2018 nel quinquennio di osservazione rientra anche il periodo d’imposta 2017, il cui risultato è influenzato dall’impatto delle rimanenze iniziali. Per tale periodo, precisa la circolare 11/E, il risultato fiscale va rilevato senza tener conto del componente negativo derivante dalla deduzione integrale del valore delle rimanenze finali del periodo d’imposta 2016. Ad esempio, ipotizzando che per il periodo d’imposta 2017 risulti una perdita di 100, influenzata dal valore delle rimanenze del periodo precedente pari a 110, ai fini della verifica dello status di società in perdita sistematica il periodo d’imposta 2016 presenta un risultato positivo di 10, che si sarebbe determinato in assenza delle rimanenze iniziali. Il risultato positivo, se almeno pari al reddito minimo, determina la disapplicazione della disciplina delle società in perdita sistematica per il periodo d’imposta 2018.

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